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    Home » Cronaca » Entrare nell’area Schengen costerà cinque euro

    Entrare nell’area Schengen costerà cinque euro

    La proposta della Commissione prevede l’introduzione dal 2020 dell’Etias, un sistema autorizzativo con cui i cittadini di 59 Paesi extracomunitari potranno varcare le frontiere Ue

    Lisa D'Ignazio</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@DIgnazioLisa" target="_blank">@DIgnazioLisa</a> di Lisa D'Ignazio @DIgnazioLisa
    16 Novembre 2016
    in Cronaca

    Bruxelles – Presto potrebbero volerci cinque euro per entrare nell’area Schengen. Accadrà a partire dal 2020 se diventeranno realtà le proposte presentate oggi dalla Commissione europea per il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne. Il cosiddetto Etias (European Travel and Information Authorisation System), prevede che i cittadini di 59 Paesi extracomunitari per cui è in vigore il regime senza visti con l’Ue dovranno pagare una tassa, seppure minima, per entrare nell’area Schengen.

    Il sistema autorizzativo Etias, che non è un vero e proprio visto, funziona come l’Esta americano (Electronic System for Travel Authorization), il permesso con cui cittadini non statunitensi possono entrare nel Paese americano. Questo, però, può arrivare a costare anche sessanta dollari. Il più economico permesso per entrare in Schengen, sarà valido per un periodo di cinque anni. Per richiederlo basterà un’application online che richiederà dieci minuti e il pagamento dei cinque euro per tutti i cittadini con più di 18 anni.

    Come l’Esta, anche l’Etias nasce per migliorare il controllo delle frontiere esterne e la sicurezza interna nel continente, soprattutto dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles che hanno mostrato la fragilità di un sistema troppo “aperto”. Il presidente Juncker aveva anticipato la rivoluzione nel suo discorso sullo Stato dell’Unione: “Abbiamo bisogno di sapere chi attraversa i nostri confini”, aveva detto, annunciando: “Da novembre, proporremo un sistema automatico per stabilire che può entrare in Europa. In questo modo sapremo chi sta viaggiando verso l’Europa, ancora prima che arrivi”.

    “La nostra principale priorità è mettere in sicurezza i nostri confini e proteggere i nostri cittadini”, ha dichiarato il primo vice Presidente della Commissione europea, Frans Timmermans. “Etias – ha assicurato – porrà fine all’attuale carenza di informazioni attraverso il controllo incrociato dei dati dei viaggiatori a cui non è richiesto il visto”. Per il Commissario all’immigrazione Dimitris Avramopoulos si tratta “dell’anello mancante del sistema di controllo delle frontiere che migliora il sistema Schengen per almeno il 95% dei viaggiatori visa-free”.

    L’Etias servirà ad identificare le persone e ridurre i rischi connessi alla sicurezza e all’immigrazione irregolare prima che i viaggiatori tocchino il suolo europeo. Le informazioni raccolte saranno messe a disposizione delle autorità di polizia e di frontiera dei vari Stati membri in modo da controllare il movimento delle persone che entrano ed escono dall’Europa. Il Commissario alla Sicurezza Julian King ha ricordato quanto il nuovo sistema incida sul fronte della sicurezza. “I terroristi e i criminali non si preoccupano certo dei confini nazionali. L’unico modo per difenderli è lavorare insieme in maniera efficace e l’Etias aiuterà a farlo”

     

    Tags: brexitcinque eurocommissioneestaetiaspaesi extracomunitarisicurezzasistema autorizzativosoggiornouevisto

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