Bruxelles – Il premier spagnolo Mariano Rajoy merita rispetto perché pur dovendo prendere decisioni difficili per il suo Paese “non ha mai accusato Bruxelles per dei passi necessari”. Al contrario “ad esempio in Italia Matteo Renzi a volte usa Bruxelles come il ‘bad guy’ nella politica nazionale”, una cosa che Rajoy “non ha mai fatto”, e quando ha dovuto approvare il bilancio “ha sempre detto è il nostro bilancio, non di Bruxelles”, e questo è “un approccio molto giusto”. È quello che pensa il capogruppo dei popolari al Parlamento europeo, Manfred Weber, che parlando con la stampa a Strasburgo ha concesso che Renzi ha compiuto dei passi importanti “per riformare il Paese”, ma ha aggiunto che “c’e’ ancora molto lavoro e tutte le forze politiche devono contribuire alle riforme”. L’italia per il tedesco “è un paese molto importante della zona euro, certamente però occorre non dare la colpa a Bruxelles, occorre assumersi la responsabilità e convincere i cittadini che le riforme non sono cattive ma sono la porta per il futuro”.
“A Weber bisogna ricordare che noi accettiamo e concordiamo sulla necessità che la Commissione controlli i bilanci dei Paesi membri, infatti l’Italia ha scelto responsabilmente la strada della modifica delle regole sull’austerità, non quella del “non rispetto”, praticata da altri Stati membri”, ha attaccato la capo delegazione del Pd a Strasburgo, Patrizia Toia, che ha puntato il dito contro la Germania: “Queste stesse regole impongono alla Commissione di controllare e sanzionare gli squilibri macroeconomici come il surplus eccessivo tedesco”, e da questo punto di vista “la Germania ha difficoltà ad accettare di essere in difetto”. Insomma “Schauble e Weber se ne devono fare una ragione: le regole si fanno a Bruxelles non a Berlino”.
“In Europa c’è solo un vero e proprio ‘bad guy’ ed è il signor Schäuble che, come risultato della sua ossessione per l’austerità ottusa, sta provocando una rivolta contro l’Unione europea tra i cittadini in tutto il continente”, ha affermato il capogruppo S&D Gianni Pittela che rivolgendosi al popolare ha concluso: “Caro presidente Weber, come può non vedere che se Schäuble e i suoi amici non si fermano presto, spingeranno l’Unione europea sull’orlo della disintegrazione?”.

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