Bruxelles – Alla protesta per la morte di Sandrine Bakayoko, la giovane venticinquenne ivoriana deceduta all’interno del Cie di Cona (Venezia) lo scorso 2 gennaio, si sono unite anche alcune associazioni dalla capitale europea. Una decina di attivisti di Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo (Cispm) e ‘Collectif de travailluers avec et sans papiers de la Csc Bxl’ si sono ritrovati davanti all’Ambasciata italiana a Bruxelles per chiedere un cambiamento radicale nelle politiche sui migranti in Italia come in Europa.
Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dall’ufficio di gabinetto dell’Ambasciata italiana a cui ha ribadito quello che una settimana fa hanno denunciato circa duecento dei 1.360 migranti ospitati nella struttura di Cona, con una rivolta interna al centro che li ospita.
“Questi depositi umani che voi definite centri d’accoglienza stanno sempre più diventando dei luoghi di privazione di diritti e dignità”, scrivono gli attivisti in una nota, “nonché di sfruttamento lavorativo e sociale dei profughi e degli operatori sociali. E là dove le persone sono costrette a vivere in queste condizioni i diritti dell’uomo sono violati”.

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