- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 29 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Trump, l’Europa e quella piramide da rovesciare

    Trump, l’Europa e quella piramide da rovesciare

    Il nuovo presidente americano è visto come una minaccia, soprattutto dalla Germania, ma potrebbe perfino diventare fonte di ispirazione

    Virgilio Chelli di Virgilio Chelli
    21 Gennaio 2017
    in Politica Estera
    Powered by powered by evolution group

    La parola del giorno è sicuramente ‘bigly’. Donald Trump la ha utilizzata perfino nel suo discorso di insediamento, per dire una cosa grossa, grande. La versione ufficiale è che in realtà dica ‘big league’ utilizzando in senso figurativo un termine che potrebbe indicare qualcosa come Serie A. Gli interpreti francesi a Washington si lamentano perché non riescono a tradurre le espressioni di Trump nella loro lingua così precisa e razionale. Le altre parole del giorno sono ominous, nationalistic, patriotic, forceful, vale a dire minaccioso, nazionalistico, patriottico, potente e questa volta sono quelle utilizzate dai grandi giornali americani per definire il discorso di venerdì 20 gennaio. Partiamo dalla prima: chi si sente minacciato da Trump? A parte il radicalismo islamico, si direbbe la Germania. Angela Merkel ha preferito una mostra di Monet e non ha neanche ascoltato il presidente numero 45, mentre il suo vice Sigmar Gabriel ha intercettato nell’invocazione America First lanciata da The Donald i toni e gli argomenti del nazionalismo europeo degli anni ’20 che ha portato alla catastrofe della guerra mondiale. Per un tedesco, che tra l’altro quando canta il suo inno nazionale pronuncia le stesse parole (Deutschland Uber Alles) anche se riferite al suo paese, non è male. Gabriel è della SPD, il partner di centro-sinistra della democratica Merkel. Non è la prima volta che la sinistra europea vede in un presidente americano una minaccia di tipo nazista: negli anni 70 sugli striscioni delle manifestazioni contro la guerra in Vietnam il nome di Nixon veniva scritto con la svastica al posto della x, fantastico effetto di un’amnesia totale sulla storia abbastanza recente (allora) dei rapporti tra America e Europa continentale.

    Perché la Germania si sente minacciata? Ovviamente perché Trump le ha puntato il dito per le catastrofiche (parola sua) politiche sui migranti e per la previsione che altri paesi dopo la Gran Bretagna possano lasciare l’Unione. Probabilmente si sente minacciato anche il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, ma dopo i commenti scomposti fatti il giorno dopo l’elezione a novembre si è chiuso in uno sdegnato silenzio. Torniamo alla domanda: perché la Germania si sente minacciata? Diciamo meglio, non la Germania ma l’attuale governo tedesco? Perché a settembre ci sono le elezioni e sia la SPD, sia la CDU-CSU della Merkel vogliono giocarsi la carta della minaccia americana per prendere voti. Ci proveranno anche i partiti tradizionali francesi? Forse no. Giocarsi alle presidenziali la carta della minaccia americana vorrebbe dire nobilitare Marine Le Pen al rango di un presidente degli Stati Uniti d’America, per quanto detestato. Potrebbe essere un po’ pericoloso. In Europa sicuramente non si sente minacciata Theresa May, che in Trump può trovare solo un alleato nel suo cammino verso la hard Brexit. Deve solo stare attenta, ma lo sta già facendo, a non appiattirsi troppo su Trump. Per l’Italia del conte Gentiloni, The Donald potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa, ma anche qui da non sbandierare, nella sua battaglia contro l’Europa a “due rigidità” (troppa sui decimali dei conti pubblici e troppo poca in materia di migranti). Anche la Spagna invece potrebbe sentirsi minacciata, sarebbe stata uno dei principali beneficiari della Transatlantic Trade & Investment Partnership, che con Trump è morta e sepolta. E poi è molto esposta in America Latina, a cui Trump guarda con diffidenza e ostilità. Ma perché andarsi a cercare guai mettendosi contro pregiudizialmente. Tutto sommato, a differenza di Berlino, Madrid non ha un primato europeo da difendere. Il panorama si completa con un Est europeo che si sente ovviamente minacciato per le strizzate d’occhio che il presidente Donald e lo zar Vladimir si scambiano in continuazione.

    In questo quadro di ognuno per sé il grande assente è ovviamente l’Europa come soggetto politico, economico e anche militare. Nella visione della nuova presidenza americana, Putin e la May sono ‘smart’, svegli e intelligenti, la Merkel come abbiamo visto è catastrofica, gli altri sono potenziali candidati all’uscita. Siamo passati dalla visione di Obama a quella di Trump. Nella prima i governanti sono degli amministratori e dei regolatori, Bruxelles è l’interlocutore naturale di Washington. Nella seconda chi governa è un condottiero, la cui prima missione è riprendersi in nome del popolo il potere espropriato dalla burocrazia non eletta e inamovibile di Washington, di cui Bruxelles è la versione europea. Come se ne esce? Andandosi a cercare in Cina un nuovo lord protettore che sostituisca l’America e ci protegga da Putin? Il presidente cinese Xi ha provato a presentarsi al World Economic Forum di Davos come nuovo paladino della globalizzazione e del libero commercio, e la Merkel sembra tentata dall’idea. Anche qui, farsi affascinare dai cinesi è un’altra stramba tentazione dell’Europa degli anni ’70. Forse c’è un’altra strada, molto complicata. L’edificio europeo è stato costruito dai governi che hanno dato vita a un super governo che si chiama Commissione e sta a Bruxelles. Il Parlamento eletto dal popolo è arrivato molto dopo e non ha mai preso in mano il progetto di unificazione, lo ha lasciato ai trattati scritti dai governi. Ci vorrebbe un colossale travaso di poteri e competenze dalla Commissione non eletta al Parlamento eletto. La piramide del potere europeo andrebbe rovesciata e andrebbe affidata agli eletti la riscrittura dei trattati, cominciando da quello di Maastricht fino a quello di Lisbona. È l’unica, ma impervia strada per poter dire Europa First. Ma ci vorrebbero teste capaci di pensare in grande. Bigly, direbbe Trump.

    Tags: Angela Merkeldonald trumpgermaniaJean-Claude Junckerparlamento europeousa

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Il ministro dell'Industria francese, Sébastien Martin. Crediti: Commissione europea
    Economia

    Competitività, il ‘Made in Europe’ divide i Paesi. Francia: sia a 27, gli aiuti UE vadano ad imprese europee

    24 Settembre 2026
    intelligenza artificiale [foto: imagoeconomica]
    Eumans

    IA, l’Europa deve costruire l’altra strada

    24 Settembre 2026
    I presidenti cinese, Xi Jinping, e statunitense, Donald Trump, in un incontro a maggio 2026. Source: Imagoeconomica via the Withe House
    Le Brevi

    Dazi, Camera Commercio UE: “Bene l’estensione della tregua USA-Cina, ma resta incertezza”

    24 Settembre 2026
    Pieno di benzina. Crediti: Erik Mclean via Unsplash
    Le Brevi

    Eurostat, in UE prezzo dei carburanti su del 23,8 per cento ad agosto 2026 sull’anno prima

    22 Settembre 2026
    Il ministro federale di Stato per l'Europa tedesco, Gunther Krichbaum. Crediti: Commissione europea
    Economia

    La Germania contro Costa sul bilancio UE: “Forse ha perso il contatto con la realtà”

    22 Settembre 2026
    Aerei via Unsplash
    Le Brevi

    Eurostat, più di 2 milioni di voli commerciali nell’UE tra giugno e agosto 2026

    21 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Cibo alcol tabacco - Parlamento europeo

    Cibo, alcol e tabacco: la stretta dell’Eurocamera, tra etichette e divieti

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Settembre 2026

    “La prevenzione dovrebbe essere il fulcro del piano”, ha dichiarato a Eunews il relatore del testo, Vlad Vasile-Voiculescu; dunque informazioni...

    La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in audizione alla commissione per i problemi economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo. 28 settembre 2026. © European Union 2026 - Source : EP

    Lagarde mette in guardia dalla ‘bolla’ dell’IA: rischi sui mercati per il debito delle imprese

    di Giulia Torbidoni
    28 Settembre 2026

    Al di là dei rischi, la presidente della BCE, in audizione alla commissione economica del Parlamento europeo, snocciola i benefici...

    Sanzioni russia

    L’UE infligge sanzioni alla Russia per la deportazione di bambini ucraini e l’esclusione di Yabloko dalle urne

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Settembre 2026

    In totale, sono 20 individui e 17 entità ad essere stati inseriti dall'UE nella lista dei colpiti dalle misure restrittive

    Salute - prevenzione delle malattie cardiovascolari

    Al via la settimana per prevenzione e diagnosi precoce: controlli cardiovascolari gratuiti in tutta l’UE

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Settembre 2026

    L'iniziativa presentata dal commissario alla Salute, Oliver Várhelyi, inaugura la campagna “Know Your Numbers”: ad esempio, a Bruxelles, davanti alla...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione