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    Home » Cronaca » Quartiere di Bruxelles chiuso per auto sospetta, una cronaca dal Belgio

    Quartiere di Bruxelles chiuso per auto sospetta, una cronaca dal Belgio

    Fermata vettura con bombole di gas, torna la paura attentati. Belgi preoccupati per il traffico congestionato e l'apertura dei supermercati

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    3 Marzo 2017
    in Cronaca
    Porte de Hal, Bruxelles, terrorismo

    Porte de Hal bloccata dalla polizia

    Bruxelles – “Su ordine della polizia la stazione di Porte de Hal è chiusa. Il treno non fermerà nella stazione”. Il messaggio viene diffuso in tre lingue (francese, fiammingo e inglese), come avviene ogni volta che si rendono necessarie comunicazioni a un grande pubblico. Il treno si concede una pausa per permettere che tutte e tre le volte il messaggio venga diffuso dagli altoparlanti delle carrozze, dare tempo ai viaggiatori di realizzare cosa succede e cosa quale decisione prendere. Chi abita nei pressi deve avere il tempo di calcolare quanti passi in più o in meno lo divide da casa la scelta della fermata precedente o successiva quella improvvisamente chiusa. Una parte dei viaggiatori esce dal sottosuolo per confondersi ai passanti di superficie. Le luci blu delle sirene dei veicoli della polizia illuminano un cielo ormai scuro per la sera scesa su Bruxelles.

    Strada chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia, auto deviate e stazioni della metro ferme. Scene che riportano la memoria indietro di un anno. Era sempre marzo quando la capitale belga venne colpita dagli attentati terroristici di Zaventem e Maelbeek. A ridosso del doloroso anniversario la scena si ripete? Allarme bomba? “Non so, non ho chiesto”, dice un ragazzo, zaino in spalla e cuffiette nell’orecchio, l’aria assorta probabilmente nei pensieri della sua età. “C’è un’operazione in corso, qui non si può passare”, si limita a dire la poliziotta che blocca e devia il flusso pedonale. “Non vede? Qui è tutto chiuso”. Sorride quando deve dare indicazioni a una signora che deve arrivare proprio a Porte de Hal. Se è tesa, non lo dà a vedere, e questo conta. “Questo lato della strada è inaccessibile. Attraversi la strada, dall’altra parte la faranno andare”.

    La stessa spiegazione viene offerta altre due volte ad altrettante persone. Quasi ride quando deve ripetere ancora ad una nuova persona. Un’anziana signora è preoccupata, ma non per quello che sta succedendo o che potrebbe succedere. “Ma il supermercato vicino a Porte de Hall è aperto?” Si riferisce a un punto vendita aperto tutti i giorni fino alle 20, di una certa importanza in un Paese dove molti negozi – supermercati inclusi – tendono a chiudere prima. “Questo non lo so, signora. Se sta da questa parte della strada temo che possa essere chiuso”.

    Bisogna fare il giro per procedere oltre. La zona è stata perimetrata. Si fa il giro. Prima a destra e poi di nuovo subito a destra. Non serve. Un altro poliziotto invita a tornare indietro. “Deve fare il giro”, è quello che si ripete. La zona è chiusa, inaccessibile. Un uomo con la telecamera in spalla è intento a riprendere gli accessi sbarrati da nastri e mezzi della polizia. E’ un giornalista fiammingo, che ha appena finito di dire che un’auto sospetta è stata trovata proprio dietro la Porte de Hal, la porta cittadina fortificata a ricordare il passato medievale di Bruxelles. Ci sono bombole di gas, spiega. Ma solo a patto che glielo si chieda nel modo giusto. “Parla inglese? Può parlarmi in inglese?”, risponde a chiunque lo fermi. Anche qui, al pari dell’anziana signora, c’è chi ha i suoi problemi.

    Rue de la Filature, rue de Mouscou e rue de la Victorie si intersecano in una piazzetta dove si affacciano dei locali. Qui inizia uno degli sbarramenti delle forze dell’ordine, con clienti e frequentatori abituali de Le Contrast intenti a bere birra all’aperto approfittando delle temperature non rigide. Il nome del bar rispecchia lo stacco netto tra normalità ed emergenza. Per un momento segna una frontiera. Poco più in là la vita scorre normale a Parvis di Saint Gilles. I locali sono presi d’assalto, e il mercato del giovedì si tiene nonostante tutto e a dispetto di tutto. In lontananza i colpi di clacson rilevano solo il nervosismo di qualche automobilista rimasto vittima del traffico. La chiusura di importanti arterie come boulevard de Waterloo, avenue Herni Jaspar, l’ultimo tratto di chaussée de Waterloo, ha un prezzo che qualcuno inevitabilmente deve pagare. Meglio questo che altro. Hanno fermato un’auto sospetta che trasportava bombole di gas. Non è chiaro dove fossa diretta e cosa volesse fare. Una ragazza al telefono rassicura chi è dall’altra parte dell’apparecchio. “Hai visto? Sono bravi, sventano attentati”.

    Tags: attentatiauto sospettabruxellesterrorismo

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