- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Brexit, Bresso (Pd): L’Ue ha il coltello dalla parte del manico

    Brexit, Bresso (Pd): L’Ue ha il coltello dalla parte del manico

    “Noi siamo pronti, abbiamo linee guida efficaci e trasparenti, a differenza di Londra”. “Secondo me alla fine resteranno nel mercato unico, accettando la libera circolazione delle persone”

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    1 Giugno 2017
    in Politica
    Brexit, dogane, Mercedes Bresso, negoziati

    Bruxelles – Amareggiata per l’abbandono ma con poche preoccupazioni per il futuro dell’Unione europea a 27. Mercedes Bresso, eurodeputata dal Pd e già presidente della Regione Piemonte e del Comitato delle Regioni, professore di Economia al Politecnico di Torino, non teme grandi problemi dal negoziato per la Brexit che inizierà il 19 giugno, perché “l’Unione europea si è ben preparata, abbiamo tutto molto chiaro e soprattutto abbiamo il coltello dalla parte del manico, sappiamo come fare”.

    La incontriamo al termine di un workshop che ha organizzato a Bruxelles sulle politiche di coesione, sulle quali c’è grande dibattito per come saranno dopo il 2020, con il nuovo programma pluriennale. “Le politiche di coesione devono continuare ad esistere per tutte le Regioni, perché senza molti territori sarebbero in sostanza abbandonati, perché questi interventi sono la principale fonte di investimenti per le zone rurali e di montagna”.

    Eunews – Con la separazione dal Regno Unito però qualche scossone potrebbe arrivare, se non altro per i sistemi di calcolo, che sono basati sul Pil dell’Ue…

    Bresso – “Non è scritto che la Brexit debba portare ad una riduzione dei fondi per Paesi come l’Italia. Con l’abbandono di Londra il Pil dell’Unione si abbasserà, e dunque qualche regione che è prossima la 75% del Pil europeo (livello oltre il quale gli aiuti di questi fondi crollano, ndr) potrebbe trovarsi a superarlo perché appunto cambierà il Pil medio, ma per l’Italia è un rischio marginale”.

    E – Che le politiche di coesione vadano riviste però è un fatto assodato, e ci sono Paesi, che vorrebbero abolirle, chi vorrebbe riservarle solo alle Regioni più ricche perché facciano da traino…

    Mercedes Bresso

    B – “Come dicevo, questi fondi devono restare perché servono a fare politiche integrate nei territori, servono ad arrivare lì dove il Piano Juncker per gli investimenti non arriva perché il ritorno è poco attraente per i privati. Devono però cambiare le regole, ci vuole una sola regolamentazione per tutto e regole contabili più semplici, bilanciate da una maggiore attenzione ai risultati che devono essere creazione di posti di lavoro, sviluppo, aumento del Pil. Lo dico alla Commissione europea, per evitare gli abusi si devono tagliare i dettagli burocratici e misurare invece i risultati”.

    E – In questa sala dove avete tenuto il workshop c’erano parlamentari irlandesi, scozzesi, molto preoccupati per il dopo Brexit anche su questi temi.

    B – “In Scozia e Irlanda del Nord hanno usato molto bene i fondi Ue e sanno che Londra non gli darà mai altrettanto, mentre da Bruxelles i sodi sono sempre arrivati. Le zone con maggiori difficoltà non avranno più trasferimenti e lo sanno”.

    E – Entriamo di più nel tema Brexit, lei ha preoccupazioni per i nostri scambi commerciali con il Regno Unito?

    B – “Mah, ci sono vari aspetti. Dal punto di vista della logistica non vedo grandi problemi, quella con la Gran Bretagna è una frontiera piccola, l’Isola non è più uno snodo per gli scambi transoceanici, noi abbiamo grandi porti come Amburgo e Rotterdam, e poi ci sono quelli italiani… non vedo qui un gran problema. Forse l’introduzione di dazi potrebbe avere qualche ripercussione sulle nostre esportazioni, ma in buona parte noi italiani lì vendiamo bendi di “lusso”, sui quali un piccolo aumento di prezzo non incide così tanto per la scelta dei consumatori, in quella fascia. Per l’Ue questa in realtà è una grande opportunità, perché per anni la Gran Bretagna sarà senza accordi commerciali, avrà solo le regole del Wto. Tutti perdiamo qualcosa con questo divorzio, ma noi molto molto meno di loro”.

    E- Restiamo un mercato enorme e ricco.

    B – “In tutto il Mondo si scegli l’Ue come interlocutore privilegiato, non un Paese pur ricco ma solo. Certo anche a noi converrebbe mantenere un Mercato unico, non solo a loro, ma ripeto, Londra ha molti di più di noi da perdere”.

    E- Siamo pronti al negoziato? Il governo britannico fa la voce grossa…

    B – “L’Ue è ben preparata, abbiamo tutto chiaro, e abbiamo il coltello dalla parte del manico. Per loro invece saranno dieci anni di caos commerciale tanto che credo che alla fine resteranno nel Mercato unico accettando la libera circolazione delle persone. Altrimenti sarebbe davvero darsi la zappa sui piedi, e se ne accorgeranno durante la fase transitoria che ci sarà subito dopo la separazione, quando dovranno accettare tutte le regole europee senza poter partecipare a deciderle”.

    E – Mi sembra molto ottimista.

    B – “Beh, con è che con Londra sia sempre andato tutto bene, ad esempio sono stati dei concorrenti, in campo commerciale, alle volte sleali. Senza di loro sarà più facile lavorare all’Europa della Difesa, che Londra ha sempre osteggiato e che ora diventa possibile. Avere una Difesa comune vuol dire anche avere tutta la “filiera militare” di industria e ricerca, che potrà favorire alleanze europee di imprese”

    E – Il negoziato per la separazione insomma non dovrebbe riservare cattive sorprese secondo lei.

    B – “L’abbandono di Londra mi amareggia, ma è anche evidente che l’Ue è pronta, ha dimostrato di avere una burocrazia efficiente, in grado di affrontare in modo chiaro e trasparente la situazione. Sul sito della Commissione o del Parlamento si trovano tutti i documenti, ogni cittadino può informarsi su tutto, al contrario di quanto avviene in Gran Bretagna. Siamo e restiamo amici di Londra, ma saremo molto determinati a difendere gli interessi dei nostri cittadini. In questi anni, nei confronti della Gran Bretagna, abbiamo dimostrato flessibilità e disponibilità. Sono state rifiutate, e ora andremo avanti come bulldozer”.

    Tags: brexitcommercioDoganelogisticamercato unicoMercedes Bressonegoziatipolitiche di coesione

    Ti potrebbe piacere anche

    Inkyo Cheong e Maroš Šefcovic. Fonte: EC - Audiovisual Service
    Economia

    L’UE punta sull’Indo-Pacifico: nuovi passi con Seul e Tokyo su commercio digitale e difesa

    17 Aprile 2026
    25 Churchill Place, Canary Wharf, la vecchia sede dell'EMA a Londra [foto: Alex McGregor/Wikimedia Commons, rielaborazione Eunews]
    Politica Estera

    La Brexit continua a costare (caro): l’UE paga ancora 12,5 milioni all’anno per la vecchia sede dell’EMA

    10 Aprile 2026
    e-commerce [foto: imagoeconomica]
    Net & Tech

    Nate per colpire Temu e Shein, applicabili anche per Amazon: dall’UE tasse alle piattaforme di e-commerce

    27 Marzo 2026
    Coesione
    Non categorizzato

    Asse Toscana-Lombardia contro la centralizzazione dei fondi del bilancio UE

    26 Marzo 2026
    Il traffico merci mancato causa pandemia e lockdown vale circa 46 milioni di tonnellate [foto: sculpies / Shutterstock per Eurostat]
    Mobilità e logistica

    Sale al 25 per cento il trasporto su gomma, ma il mare resta la via più utilizzata

    26 Marzo 2026
    euro digitale [foto: imagoeconomica via IA]
    Economia

    Cipollone: “La BCE si prepara a introdurre l’euro digitale, aspettiamo le norme UE”

    24 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione