- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 28 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Catalogna. Il silenzio dell’Ue. E le colpe di Rajoy

    Catalogna. Il silenzio dell’Ue. E le colpe di Rajoy

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    21 Settembre 2017
    in Editoriali
    Catalogna, referendum, Rajoy, Commissione ue

    Il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy

    La Costituzione spagnola non permette un referendum sull’indipendenza. Ok, è così, lo ha stabilito anche la Corte costituzionale e non ci sono opinioni che tengano ora.

    Nulla però può impedire di capire cosa pensano i cittadini. Non può una legge, pur se di così alto rango, dire “no, in questo modo non potete esprimervi, fare con altri sistemi”. Il problema è che certe domande, con altri sistemi difficilmente possono avere risposta.

    Mentre Bruxelles tace, impedita a prendere iniziative dalla linea del non entrare nelle questioni interne degli Stati membri, in Spagna si è arrivati ad una situazione di evidente rottura civile. Secondo alcuni catalani “siamo ad un punto di non ritorno”.

    In gran parte è colpa del Partito popolare, che rappresenta pochi elettori in Catalogna, dove è una piccola e marginale forza politica, come lo è anche il Psoe, anche se le loro posizioni sono rappresentate da partiti “fratelli” locali. Il Pp che da sempre si batte in maniera determinata anche contro un forte statuto di autonomia, tanto da operarsi per far saltare (nel 2012, davanti alla Corte costituzionale) anche buona parte degli accordi raggiunti nel 2006, e approvati dai catalani, quando presidente del governo era Zapatero e dando quindi il via ad una crescita del movimento indipendentista prima davvero poco rappresentativo. Da allora ad oggi si è passati dal 15 al 48 per cento.

    Non è con “la legge e l’ordine” che si risolvono questioni di questa portata. Ma certamente vanno risolte nella legalità. E la legalità è nelle mani di chi governa il popolo spagnolo tutto e di chi ne governa, già con una forte autonomia, la frazione catalana.

    In Gran Bretagna discutendo, mediando, probabilmente forzando un po’ le regole, si è arrivati ad una soluzione pacifica. In Scozia si è svolto un referendum, gli indipendentisti lo hanno perso, e la questione si sarebbe chiusa, se non ci fosse stata la Brexit. Ma questa è un’altra storia.

    Certo, se in Catalogna si fosse tenuto solo pochi anni fa un referendum di questo tipo avrebbe dato la vittoria agli unionisti, oggi il risultato è più incerto. Stando alle elezioni del 2015 gli indipendentisti non dovrebbero farcela a vincere. Ma se ora fossero di più? Se il tempo, e le azioni, del governo di Madrid avessero convinto una fetta di cittadini a preferire l’indipendenza? Se gli indipendentisti dovessero vincere le prossime elezioni regionali, come si porrebbe il governo centrale? Potrebbe continuare a dire che la questione riguarda tutto il popolo spagnolo e non solo i catalani?

    Le secessioni in Europa sono un fatto superato dalla storia, sono espressione di nazionalismo, spesso di egoismo, di interessi economici particolari. Possiamo essere contrari quanto vogliamo, e con mille, sane ragioni. Ma in Catalogna le strade si riempiono quando si parla di indipendenza, alle elezioni locali i partiti che la sostengono sfiorano il 50 per cento (e non è detto che chi non li vota non sia a favore). E il comportamento del governo centrale non sta facendo altro che alimentare questo sentimento.

    Una via d’uscita va trovata prima che arrivi la violenza. Le pulsioni del popolo catalano non possono essere soppresse dalla Guardia Civil, perché allora diventerà facile parlare di “occupazione” spagnola della Catalogna, e le evoluzioni possono essere terribili.

    Qualche tardivo gesto dal governo di Madrid (insieme al Partito socialista) per l’apertura di un dialogo sull’autonomia è arrivato in queste ore, va inquadrato meglio, il premier Rajoy deve esporsi in prima persona per tentare di salvare il salvabile, per evitare che il suo popolo si spezzi in due, ed aprirsi ad una larga autonomia, pronto anche a cambiare la Costituzione se necessario.

    Si deve insomma invertire il processo avviato dopo la bocciatura di importanti parti dell’accordo Zapatero e togliere agli indipendentisti qualche ragione per la quale vogliono abbandonare il regno. E anche l’Unione europea, la Commissione europea più precisamente, dovrebbe aprire una riflessione: ci si può tener fuori dalla questione in nome della non interferenza quando ci sono crisi potenzialmente così pericolose?

    Tags: BarcellonaCatalognaCommenticommissione europeareferendumscozia

    Ti potrebbe piacere anche

    Bandiera islandese. Crediti: James via Unsplash
    Le Brevi

    Islanda, parte il voto anticipato del referendum sull’adesione all’UE

    27 Luglio 2026
    incendio. Crediti: Matt Palmer via Imagoeconomica
    Cronaca

    Spagna e Francia in fiamme, Lahbib: “Una corsa contro il tempo, lavoriamo senza sosta”

    27 Luglio 2026
    Egitto EU finanziamento
    Cronaca

    Dall’UE maxi sostegno da 1,5 miliardi di euro all’Egitto contro le pressioni finanziarie

    24 Luglio 2026
    Incendio a Bari. Crediti: Vigili del fuoco via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Incendi in Spagna e Francia, l’UE invia aerei ed elicotteri in soccorso col Meccanismo di protezione civile

    24 Luglio 2026
    Smartphone con l'app di TikTok aperta. Crediti: Olivier Bergeron via Unsplash
    Net & Tech

    L’UE contro TikTok sulla sicurezza degli account dei minori: “Rischi di contatti indesiderati”

    24 Luglio 2026
    DAZI UE USA
    Economia

    Dagli USA nuovi dazi, ma per l’UE sono “in linea con l’accordo commerciale”

    24 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, e il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. Source: Unioncamere

    INTERVISTA / Accordo Ministero degli Esteri-Unioncamere, Prete: “Insieme per l’internazionalizzazione delle imprese”

    di Giulia Torbidoni
    27 Luglio 2026

    Il presidente di Unioncamere: "La profonda conoscenza dei territori e dei loro attori economici consente alle Camere di commercio, presenti...

    Portavoce Cremlino moglie sanzioni

    La moglie del portavoce del Cremlino sfida le sanzioni contro di lei e fa causa all’UE

    di Annachiara Magenta annacmag
    27 Luglio 2026

    Bruxelles - Tatiana Navka, moglie del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avviato un'azione legale contro il Consiglio dell'Unione europea...

    Bandiera islandese. Crediti: James via Unsplash

    Islanda, parte il voto anticipato del referendum sull’adesione all’UE

    di Iolanda Cuomo
    27 Luglio 2026

    Bruxelles - Aperte le urne in Islanda per decidere se far ripartire o meno i negoziati sull'adesione del Paese all'Unione...

    [foto: Jennifer Jacquemart/imagoeconomica]

    Accordo BEI-ACEA da 450 milioni per modernizzare la rete idrica del Lazio

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Luglio 2026

    L'accordo per migliorare la gestione dell'acqua nelle regione. Prima tranche da 200 milioni. Vigliotti: "Rafforziamo la resilienza delle infrastrutture"

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione