Bruxelles – Si sono tenuti oggi a Malta i funerali di Daphne Caruana Galizia, la giornalista barbaramente uccisa da un’esplosione nella sua auto lo scorso 16 ottobre di fronte la sua casa a Bidnija. Alla cerimonia non hanno preso parte né il premier maltese Joseph Muscat, né sua moglie, ne i suoi ministri. I figli della donna avevano rilasciato diverse dichiarazioni in cui invitavano il premier a non comparire durante la cerimonia funebre. A nome delle istituzioni comunitarie era presente il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ma nessun membro dell’esecutivo. La Commissione ha però deciso di mettere le bandiere Ue a mezz’asta come tributo alla giornalista e “a tutti coloro che hanno dato la loro vita per la libertà di parola”.
Galizia, 53 anni, era una reporter molto famosa a Malta per le sue inchieste sulla corruzione e l’evasione fiscale, che avevano toccato anche lo stesso premier del Paese e i più alti ranghi della politica del governo di La Valletta. Aveva fatto parto del team di giornalisti investigativi che si è aggiudicato il Pulitzer 2017 portando alla luce i Panama papers.
Daphne Caruana Galizia “era una pioniera del giornalismo investigativo a Malta” e “la sua capacità di scatenare il dibattito è la prova del successo del suo scrivere e della sua dedizione al perseguimento della verità”, scrive la Commissione in una nota in cui sottoinea come il presidente Jean-Claud Juncker e la Commissione abbiano “condannato nel modo più forte possibile questo attacco brutale” e sottolineando che “il diritto di una giornalista a indagare, porre domande scomode e denunciare efficacemente, è al centro dei nostri valori e deve essere garantito in ogni momento”.
Gli esperti internazionali, tra cui l’FBI, stanno aiutando nelle indagini, ma fino ad’ora non c’è stato nessun arresto.


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