HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Corte Ue: Uber è società di trasporti, gli Stati possono vietarlo

Corte Ue: Uber è società di trasporti, gli Stati possono vietarlo

La sentenza conferma che il sistema di taxi alternativo non rientra nel commercio elettronico, ragion per cui sono i governi a dover prendere le decisioni. Inclusa quella della messa al bando

Bruxelles – Uber offre servizi di trasporto, e quindi deve rispondere alle normativa sui trasporti. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue, nella sentenza che apre la strada ai divieti per il servizio taxi alternativo. Inscrivendo Uber nel settore trasporti, i giudici di Lussemburgo riconoscono che siano gli Stati membri a dover intervenire per regolarne il servizio, che a questo punto diventa un normale servizio di taxi. In alcuni casi sono già stati decretati divieti, in altri imposte multe. In particolare qui sotto accusa è il servizio “Uberpop”, contro il quale si erano mobilitati per questa causa legale i tassisti di Barcellona.

La Corte non ha dubbi. Un servizio d’intermediazione come quello offerto da Uber, concepito per “mettere in contatto” via smartphone e dietro retribuzione conducenti non professionisti con persone che desiderano effettuare uno spostamento nell’area urbana, “deve essere considerato indissolubilmente legato a un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di servizio nel settore dei trasporti”. Vuol dire, in altre parole, che Uber non compie commercio elettronico, proprio quello che l’azienda statunitense aveva sostenuto fin dall’inizio in risposta a divieti e restrizioni imposti dagli Stati.

La sentenza della Corte conferma l’interpretazione normativa offerta nei mesi scorsi dall’avvocato generale e ora chiarisce che Uber, se vuole entrare sul mercato, dovrà farlo alle regole vigenti negli Stati membri. Significa soprattutto licenze. I cittadini europei adesso dovranno fare affidamento alla clemenza dei loro Paesi. Sempre che aperture arrivino. Finora è avvenuto il contrario, e Lussemburgo conferma questa linea.

ARTICOLI CORRELATI

Stretta Ue sugli imballaggi, la Commissione propone obiettivi di riuso per ridurre i rifiuti e rassicura l'Italia:
Economia

Stretta Ue sugli imballaggi, la Commissione propone obiettivi di riuso per ridurre i rifiuti e rassicura l'Italia: "Molto è stato fatto, ma vogliamo di più"

Nel quadro del pacchetto sull'economia circolare, la Commissione propone la controversa revisione della direttiva imballaggi che ha destato preoccupazione in Italia. Il vice presidente Timmermans in italiano chiarisce che “nessuno vuole mettere fine alle pratiche di riciclo che funzionano bene o mettere in pericolo gli investimenti”