Bruxelles – Con l’inizio del 2018 la Bulgaria assume la presidenza semestrale dell’Unione europea e così starà a lei gestire una delle questioni più spinose per il Paese: la discussione sulla riforma del sistema di Dublino sull’asilo politico. Sofia è tra le capitali contrarie all’abbandono del principio secondo cui le domande vanno fatte nel Paese di primo ingresso e all’introduzione di un sistema di quote permanente per la redistribuzione dei richiedenti asilo. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede proprio questo e diversi Paesi, tra cui l’Italia, sono favorevole al cambiamento. Ma non la Bulgaria che avrà il compito, fino a giugno, di gestire le discussioni in seno al Consiglio.
“Vorremmo arrivare a una decisione attraverso il metodo del consenso”, ha affermato il rappresentante permanente del Paese all’Ue, Dimiter Tzantchev, in un incontro con la stampa a Bruxelles. Rispondendo a chi chiedeva se, come vorrebbe la Commissione, in assenza dell’unanimità si dovrebbe procedere (come consentito dai trattati) con una votazione a maggioranza, Tzantchev ha affermato: “Faremo il massimo per arrivare a un consenso”.


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