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Le onorevoli dimenticanze: occhiali, anelli, penne, bracciali e macchina fotografica

Le onorevoli dimenticanze: occhiali, anelli, penne, bracciali e macchina fotografica

L'inventario degli oggetti che i nostri onorevoli e senatori hanno lasciato abbandonati sugli scranni, sui divani, nelle toilette, per semplice distrazione o per la fretta di lasciare l'aula alla fine dei lavori

Roma – Occhiali, macchina fotografica, collane, portamonete, trousse, telefonini: è l’inventario degli oggetti che i nostri onorevoli e senatori hanno lasciato abbandonati sugli scranni, sui divani, nelle toilette, per semplice distrazione o per la fretta di lasciare l’aula alla fine dei lavori, o per la stanchezza dopo ore a discutere in commissione.

Nel dettaglio, l’elenco degli oggetti dimenticati dai deputati di questa legislatura e che ancora non sono stati reclamati dai possessori contempla anelli, bracciali, chiavi, collane, una macchina fotografica, orecchini, penne. trousse per il trucco, portamonete, occhiali da vista e da sole., telefonini e tablet. C’è da dire che quando si parla di anelli, bracciali e collane, stiamo parlando di oggetti non proprio di significativo valore commerciale, anche se sicuramente un valore affettivo lo hanno. E lo stesso vale per le penne: non si tratta né di Montblanc né di Parker dal pennino d’oro, perché queste verrebbero immediatamente reclamate dal legittimo proprietario. Quanto agli occhiali, si tratta per lo più di occhiali da lettura, non certo di occhiali in uso ai miopi.
L’oggetto dimenticato viene “parcheggiato” negli uffici della segreteria del personale di vigilanza, dove resta in attesa che il legittimo proprietario si faccia avanti. E lì rimane in deposito per un anno, scaduto il quale l’oggetto in questione – nessuno rivendicandone la proprietà – viene assegnato a chi lo ha trovato. Tranne che per i telefonini e i tablet che invece vengono mandati al macero, perché contengono dati sensibili.

Tra gli oggetti che spesso sono oggetto di dimenticanza figurano gli impermeabili. Succede nelle giornate piovose, quando il parlamentare entra alla Camera protetto dal soprabito. Poi magari alla fine dei lavori la pioggia ha lasciato spazio al sole, e il deputato esce scordandosi l’impermeabile sul divano. Una dimenticanza che però dura il breve spazio di qualche ora, o al più di qualche giorno.