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La Svizzera (dopo l'Italia) vieta di bollire le aragoste vive

La Svizzera (dopo l'Italia) vieta di bollire le aragoste vive

Nuove regole anche per importatori e i pescivendoli: non sarà più possibile trasportarle in casse di ghiaccio

Bruxelles – Piccola vittoria per gli animalisti: in Svizzera dal primo marzo sarà vietato bollire le aragoste vive. Secondo la nuova legge, che fa parte di un pacchetto più ampio sulla tutela degli animali, sarà consentito bollirle solo se prima verranno stordite. Previste nuove regole anche nella catena di distribuzione: gli importatori e i pescivendoli dovranno migliorare il trasporto del crostaceo e la sua conservazione.

Il governo svizzero ha annunciato che entro due mesi “la pratica di immergere le aragoste vive in acqua bollente, comune nei ristoranti, non sarà più permessa . Le aragoste “dovranno essere stordite prima di essere uccise”. Secondo la Tv pubblica Rst, per stordire le aragoste, si potrà ricorrere all’elettroshock o alla distruzione meccanica del cervello. Per quanto riguarda trasporto e conservazione, i crostacei non potranno più essere trasportati  in casse di ghiaccio tritato ma soltanto in casse contenenti acqua di mare, ricreando il loro habitat naturale.

In Italia è già vietato cuocere le aragoste vive e trasportarle nelle casse di ghiaccio. In più non è neanche permesso mantenere gli astici sui banchi del supermercato con le chele legate. La misura è stata presa dopo la sentenza della Corte di cassazione di giugno scorso, che diede ragione al tribunale di Firenze in merito ad una denuncia sull’esposizione nei supermercati di astici e aragoste nei banchi ricoperti di ghiaccio tritato. Trattare i crostacei in questo modo è reato, in quanto l ’articolo 727  del Codice penale stabilisce che debba essere punito con la detenzione in carcere fino ad un anno o con il pagamento di una ammenda di 1.000 euro “chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche”.

Lo scrittore americano David Foster Wallace nel suo romanzo ‘Considera l’aragosta’ a proposito della cottura dell’animale, che osservò attentamente durante una sagra dei crostacei nel Maine, scrisse: “E’ possibile che le generazioni future guarderanno alle nostre attuali agroindustrie e pratiche mangerecce in modo del tutto simile a come oggi noi vediamo gli spettacoli di Nerone o gli esperimenti di Mengele?”.

I difensori dei diritti degli animali hanno sempre sostenuto che le aragoste e altri crostacei abbiano sistemi nervosi complessi e che possano provare dolore quando si scottano. A dare conferma ai ‘sospetti’ degli animalisti, i risultati di una ricerca anglosassone pubblicata sulla rivista Journal of experimental biology. Gli studi dimostrano con prove empiriche che i movimenti dell’aragosta a contatto con l’acqua bollante non sono spasmi muscolari ma vere e proprie contrazioni da dolore.