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Cresce la resistenza agli antibiotici, ed è una seria minaccia per la salute pubblica

Cresce la resistenza agli antibiotici, ed è una seria minaccia per la salute pubblica

Bruxelles – La resistenza agli antibiotici è una vera e propria minaccia globale perché riduce l’efficacia delle opzioni terapeutiche. La guerra tra i batteri e questa tipologia di farmaci sembra dare per vinti i secondi se di essi si utilizzano con troppa frequenza e il corpo umano si abitua, o se vengono assunti attraverso la carne animale quando questa ne contiene troppo.

L’ultimo rapporto pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (relativo al 2016) evidenzia alcune questioni emergenti e conferma come sia negli uomini che negli animali, sempre più batteri, riescano a resistere agli antibiotici.

L’uso preventivo o routinario degli antibiotici potrebbe essere una delle cause della “inefficienza” di questi contro batteri e virus mentre la ricerca farmaceutica va a rilento e tenendo conto anche del fatto che le molecole degli antibiotici non sono infinite.

Quali sono i virus più resistenti? 

Una su quattro infezioni nell’uomo è causata da batteri di Salmonella caratterizzati da resistenza a tre o più antimicrobici comunemente usati in medicina umana e animale. La percentuale è significativamente più alta nei ceppi Kentucky e Infantis (rispettivamente il 76,3% e il 39,4%).

I batteri del genere Campylobacter, che provocano la più comune malattia veicolata da alimenti nell’Ue, mostrano un’elevata resistenza ad antibiotici di largo utilizzo, segnala lo studio. I livelli di resistenza sono aumentati in due dei tre antibiotici analizzati (ciprofloxacina e tetraciclina) ma la resistenza congiunta ad antimicrobici di importanza critica è stabile e complessivamente bassa. In alcuni Paesi, tuttavia, rileva lo studio, almeno una su tre infezioni da Campylobacter coli si è rivelata resistente a più antibiotici importanti, lasciando pochissime possibilità di curare infezioni gravi.

Un piano di contrasto

“I livelli di antibioticoresistenza differiscono ancora in maniera significativa da un Paese all’altro dell’Ue. Per vincere questa battaglia dobbiamo unire le forze e mettere in atto politiche stringenti sull’impiego degli antibiotici in ogni ambito” afferma Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la Salute, secondo cui “è fondamentale che tutti rinnovino il ​​proprio impegno a combattere l’antibioticoresistenza concentrandosi sulle aree chiave definite dal piano d’azione europeo per una sola salute contro l’antibioticoresistenza”.