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Corte di Giustizia Ue: se lo sciopero è selvaggio i passeggeri aerei vanno rimborsati

Corte di Giustizia Ue: se lo sciopero è selvaggio i passeggeri aerei vanno rimborsati

In seguit alla vicenda della TUIfly, giudici hanno stabilito che i ritardi e le cancellazioni dovute a decisioni univoche del personale non fanno parte delle "circostanze eccezionali" che esonerano la compagnia dal corrispondere un compenso.

Bruxelles – Mentre in Francia imperversa la stagione degli scioperi aerei, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha dato ragione ai passeggeri vittime di ritardi o cancellazioni, stabilendo che, in caso di “scioperi selvaggi” del personale di volo, la compagnia aerea sarà obbligata a rimborsarli.

Con una sentenza pubblicata martedì, i giudici europei escludono che questo tipo di scioperi a sorpresa facciano parte di quelle “circostanze eccezionali” che possono esonerare le compagnie aeree dal ripagare i passeggeri danneggiati.

La sentenza scaturisce dalla vicenda della compagnia tedesca TUIfly che ha rifiutato di ripagare i passeggeri per la cancellazione o il ritardo di tre – o più – ore di numerosi voli, dopo che il proprio personale si era messo in congedo per malattia in seguito all’annuncio di un piano di ristrutturazione da parte della compagnia.

Tra il primo e il 10 ottobre 2016, la percentuale di assenze del personale della TUIfly per malattia, abitualmente pari a circa il 10%, ha raggiunto l’89% quanto ai piloti e il 62% quanto all’equipaggio di cabina.

Lo sciopero è andato avanti sino a quando, il 7 ottobre 2016, la direzione della TUIfly ha informato il personale che era stato trovato un accordo con i rappresentanti di quest’ultimo.

Ritenendo che la situazione fosse una “circostanza eccezionale”, la TUIfly ha rifiutato di corrispondere ai passeggeri interessati le compensazioni pecuniarie previste (cioè 250, 400 o 600 euro a seconda della distanza).

Ma la Corte, nella sentenza di oggi, ha evidenziato che per qualificare un evento come “circostanza eccezionale” esso non deve “essere inerente al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea” e “deve sfuggire all’effettivo controllo di quest’ultima”.

E, nel caso della TUfly, la Corte ha ritenuto che le due circostanze non erano presenti, dal momento che se da un lato le ristrutturazioni e le riorganizzazioni fanno parte delle normali misure di gestione delle imprese, dall’altro lo «sciopero selvaggio» in esame non può essere considerato come una circostanza che sfugge all’effettivo controllo della TUIfly.