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    Home » Cultura » L’Ue vuole il riconoscimento automatico dei titoli di studio entro il 2025

    L’Ue vuole il riconoscimento automatico dei titoli di studio entro il 2025

    La Commissione europea presenta le proposte per la 'Schengen dei diplomi' quale tassello per la creazione di uno Spazio europeo dell'istruzione. Navracsics: "Fondamentale per costruire un'Europa competitiva e coesa"

    Renato Giannetti di Renato Giannetti
    22 Maggio 2018
    in Cultura

    Bruxelles – Un perito elettronico in Italia lo sarà anche in Belgio. Un giovane commercialista fresco di studi e specializzazione in Francia, potrà iniziare a lavorare da subito in Svezia. L’Unione europea prepara la rivoluzione dei diplomi. Più in generale la Commissione europea e gli Stati membri lavorano alla creazione dell’area europea dell’istruzione, che significa procedere all’automatico riconoscimento tra Paesi dei titoli conseguiti.

    Attualmente il 65% degli europei con un titolo di studio ha problemi a farselo riconoscere al di fuori del proprio Paese, mentre il 59% di quanti studiano in un istituto straniero hanno trovano difficoltà a farsi riconoscere l’esperienza a casa propria. La Commissione intende superare tutto questo entro il 2025, termine ultimo entro cui creare uno Spazio europeo dell’istruzione in cui apprendimento, studio e ricerca “non siano ostacolati dalle frontiere”.

    La proposta dell’esecutivo comunitario prevede tre cambiamenti. Si stabilisce che una qualifica di istruzione superiore (liceo, istituto tecnico…) acquisita in uno Stato membro dell’Ue venga automaticamente riconosciuta in tutti gli altri, “ai fini della concessione dell’accesso a ulteriori studi”.

    Analogamente anche titoli di studio superiori che permettono l’abilitazione all’insegnamento devono essere automaticamente riconosciuti anche negli altri Stati membri. Infine i risultati di un periodo di studi all’estero nell’istruzione secondaria e superiore dovrebbero essere riconosciuti e consentire l’iscrizione al prossimo anno di scuola o di studio, a patto che tale periodo di studio sia “opportunamente documentato”.

    Il commissario per l’Istruzione e la cultura, Tibor Navracsics, non ha dubbi sul fatto che sia questa la via maestra da seguire. “Istruzione, cultura e politica giovanile hanno un ruolo centrale nella costruzione di un’Europa forte, competitiva e coesa per il futuro”. In tal senso l’obiettivo rimane quello di “spianare la strada verso lo Spazio europeo dell’istruzione rafforzando nel contempo un’identità europea e responsabilizzando le persone, soprattutto i giovani”.

    Attenzione, però. Non tutto potrà essere automatico, non subito almeno. Manca a livello generale un sistema di riconoscimento complessivo dell’istruzione compiuta all’estero. Non ci saranno differenze per quanto riguarda il riconoscimento delle qualifiche, ma allo stesso tempo il sistema europeo di trasferimento e accumulazione di crediti è già in atto per riconoscere i risultati dei periodi di apprendimento all’estero a livello di istruzione superiore, ma – ricorda Bruxelles – “non esiste un tale processo a livello secondario nell’insegnamento generale”. Per questo motivo le competenze acquisite all’estero saranno verificate rispetto alle competenze definite nel curriculum nazionale del paese in cui lo studente sta studiando.

    Resta poi il nodo della lingua. La Commissione europea ha proposto l’insegnamento obbligatorio di due lingue straniere, ma su questo gli Stati non hanno risposto come l’esecutivo comunitario vorrebbe. Allora, anche ai fini di un più agevole riconoscimenti dei titoli di studio, si propone di promuovere “pedagogie innovative, inclusive e multilingue”, utilizzando magari strumenti e piattaforme europee come la School Education Gateway e eTwinning. Questo darebbe maggiori garanzie in termini di riconoscimenti facili.

    Tags: commissione europeadiplomiistruzionericonoscimentoScuolaspazio europeo dell'istruzione superiorespazio europeo ricercastudiTitoli di studioue

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