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    Home » Economia » L’Ue non apre la procedura per debito eccessivo, ma conferma: “L’Italia deve ridurlo”

    L’Ue non apre la procedura per debito eccessivo, ma conferma: “L’Italia deve ridurlo”

    Messaggio politico per il governo che verrà: il Paese considerato in linea con le regole comunitarie, ma tutto si basa sull'assunto di politiche invariate. Moscovici: "Non è la fine della storia, continuiamo a monitorare"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    23 Maggio 2018
    in Economia
    Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici

    Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici

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    Bruxelles – L’Italia ottiene fiducia, ma a tempo. Non si apriranno procedure per debito eccessivo perché si ritiene che quanto fatto finora consenta al Paese di essere in linea con gli impegni di riduzione delle passività. Ma tutto questo si basa sull’assunto di politiche invariate. Le raccomandazioni specifiche per Paese della Commissione europea sono un nuovo monito al governo nazionale che verrà. Valdis Dombrovskis, il commissario per l’Euro, dice esplicitamente che sarà premiata la continuità. “Il messaggio politico è chiaro: l’Italia deve continuare a ridurre il debito”. Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici, ricorda invece che l’Italia resta un sorvegliato speciale. “Data la dimensione del debito dovremo continuare a monitorare, questa non è la fine della storia”.

    Le raccomandazioni 2018 rispecchiano a grandi linee quelle del 2017, segno che l’Italia non ha ancora risolto in modo definitivo le criticità già individuate a Bruxelles. Si chiede di ridurre il debito e contenere la spesa. Nello specifico il Paese deve “garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi lo 0,1% nel 2019, corrispondente ad un aggiustamento strutturale annuale dello 0,6% del Prodotto interno lordo”.

    Si torna a chiedere la riforma del sistema catastale, il taglio del cuneo fiscale per le imprese, una riforma del mercato del lavoro che vada nella direzione di parità di genere. Si registra in Italia un ‘gap’ nelle assunzioni e nelle remunerazioni tra uomini e donne. E poi si chiede di combattere il lavoro nero e continuare a ridurre le sofferenze bancarie rappresentate dai prestiti che le banche fanno fatica a farsi restituire. Tutte raccomandazioni di un anno fa, che restano sul tavolo, al pari della riforma della giustizia civile (i processi prendono ancora troppo tempo “a tutti i livelli”). L’Ue chiede inoltre una riforma delle pensioni. Si esorta nello specifico a “ridurre la quota delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica per creare spazio per altre spese sociali”.

    Moscovici ha detto in conferenza stampa, e ripetuto in un tweet, che la Commissione “lavorerà con il prossimo governo italiano così come con tutti gli altri governi europei. Rispettiamo la legittimità democratica e ci auspichiamo una cooperazione costruttiva basata sul dialogo, il rispetto e la comprensione”. Rispondendo ad una domanda sul governo in formazione ha poi detto che  “non possiamo commentare annunci, ma ci pronunceremo su atti, come il budget, e le leggi approvate”.

    La @EU_Commission lavorerà con il prossimo governo italiano così come con tutti gli altri governi europei. Rispettiamo la legittimità democratica e ci auspichiamo una cooperazione costruttiva basata sul dialogo, il rispetto e la comprensione.

    — Pierre Moscovici (@pierremoscovici) May 23, 2018

    “Appena avremo un documento di governo approvato dalla maggioranza del Parlamento, lo valuteremo”, ha continuato Moscovici, che ha assicurato che “non è vero che abbiamo preferenze, la Commissione non è qui per giudicare” i componenti di governo degli Stati membri. “Non è a Bruxelles che si formano i governi”, ha tagliato corto il commissario, ansioso di iniziare a lavorare con il prossimo ministro dell’Economia, “chiunque egli sia”. A prescindere dall’esecutivo, Moscovici ha mostrato “convinzione” sul fatto che l’Italia “quello che è sempre stato, vale a dire un Paese fondatore dell’Ue, un Paese sostenitore dell’Europa e il cuore economico dell’Europa, visto che è la terza economia dell’eurozona”.

    Tags: commissione europeadebitodeficititaliaPierre Moscoviciraccomandazioni

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