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Tajani: alle elezioni 2019

Tajani: alle elezioni 2019 "vale la pena" difendere l'Ue

Le elezioni del maggio 2019 eleggeranno i 705 deputati del prossimo Parlamento europeo a suffragio universale diretto influiranno sulla scelta del Presidente della Commissione europea

Bruxelles – Nel giorno dell’inizio del countdown per un anno dalle prossime elezioni europee del maggio 2019, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani lancia una sfida per convincere i cittadini Ue sul perché “valga la pena” di difendere l’Unione europea, all’indomani della Brexit e nonostante i focolai populisti che si diffondono nel Vecchio Continente.

E lo fa il giorno stesso – il 23 maggio – nel quale i sondaggi pubblicati dell’Eurobarometro mostrano come, se da un lato il 60% dei cittadini europei ritenga l’appartenenza all’Ue come una cosa “positiva”, dall’altro lato oltre la metà di essi crede che sia necessario un cambiamento, e che esso possa provenire movimenti e dai partiti anti-establishment.

 “L’Europa si trova in uno spartiacque storico con la partenza in sospeso del Regno Unito e l’ascesa di movimenti anti-europei in altri Paesi” ha esordito Tajani durante la presentazione.

 “Noi vogliamo mostrare che vale la pena difendere l’Europa e la sfida ora è convincere i cittadini”, ha aggiunto il presidente del Parlamento.

Le elezioni del maggio 2019 eleggeranno i 705 deputati del prossimo Parlamento europeo a suffragio universale diretto e contribuiranno anche ad indicare il Presidente della Commissione europea.

Battaglia contro i populismi

 “Le elezioni del 2019 sono importanti per difendere la democrazia contro chi la attacca da fuori o da dentro”, ha detto Tajani durante la presentazione.

“Queste consultazioni – ha aggiunto Tajani – non sono solo una battaglia tra i partiti tradizionali”, ma anche una contesa “tra coloro che credono nei vantaggi di proseguire con la cooperazione e l’integrazione a livello dell’Ue e coloro che vanificherebbero i risultati raggiunti negli ultimi 70 anni”.

Riferendosi poi al successo che i partiti anti-Ue stanno collezionando nell’Unione, e in Italia, Tajani ha spiegato che il “problema non sono i capi dei partiti populisti”  “o i partiti”, bensì quello di “capire perché i cittadini votano per questi partiti”, perché “è troppo facile dire che c’è del malessere, bisogna risolvere i problemi” e dare “buone risposte”.

Parlando poi delle possibili ripercussioni concrete dell’ondata populista sulle prossime elezioni europee, il presidente del Parlamento ha spiegato che “esiste la possibilità che vi siano sia a destra che a sinistra più deputati euroscettici” e che questo non è “buono per l’Europa” ma bisogna interrogarsi sul perché” e “concentrarsi sulle questioni concrete”.

Le questioni concrete

Le questioni sul tavolo sono molte, ha spiegato Tajani: la lotta al terrorismo, la crescita, il lavoro, i diritti, le disuguaglianze, la protezione dei confini esterni, l’immigrazione e tanti altri ancora.

 La lotta al terrorismo, in particolare, ha spiegato Tajani, è molto importante, come dimostrato dal fatto che secondo il sondaggio dell’Eurobarometro “nel 2014 essa era la priorità per l’11% dei cittadini mentre ora, secondo il 49% degli stessi, dovrebbe essere il principale argomento per il dibattito”.

 Su tutte queste questioni, ha detto Tajani, sono necessarie una partecipazione ampio e più decisioni politiche importanti.

 C’è bisogno, ha spiegato il Presidente del Parlamento europeo, che ci sia “un coinvolgimento con gli stati membri sul dibattito politico” e un “vero dibattito sul futuro dell’Europa”.

 Spitzenkandidaten

 Tajani ha anche parlato dell’attuale sistema di elezione del Presidente della Commissione europea corrente – il sistema dello “Spitzenkandidaten”, che prevede una scelta ad hoc fra i candidati leader di uno dei principali partiti politici – e che è stato approvato dal 49% dei votanti all’Eurobarometro.

 Il presidente del Parlamento si è detto a favore del sistema, che è avversato da alcuni Stati membri, spiegando che esso darebbe a chi vota la possibilità di dire la sua sul successore dell’attuale capo dell’esecutivo europeo Jean-Claude Juncker.

 Rafforzare il consenso

 Nel corso dei prossimi dodici mesi, ha spiegato Tajani, il dibattito sul futuro dell’Europa coinvolgerà i cittadini a livello nazionale e locale in tutta l’Unione.

 Inoltre,  dal gennaio 2018 i leader degli Stati membri dell’UE sono stati invitati a discutere con i deputati la loro visione dell’Europa.

 Nel frattempo, all’inizio di giugno, il Parlamento ospiterà a Strasburgo più di 8.000 giovani per raccogliere le loro speranze e i loro timori sull’Europa e discutere le prospettive future.

 Questi giovani “rappresentano le nuove generazioni” e saranno al Parlamento “per intraprendere un dibattito” con “l’obiettivo che la loro voce venga ascoltata”, ha spiegato Tajani

 È fondamentale, ha aggiunto Tajani, che venga tenuto conto dell’opinione dei cittadini, e che questi e siano ben informati.

 “Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro – ha spiegato il presidente – sebbene il 50% degli europei si sia detto interessato alle elezioni Ue, solo uno su tre è a conoscenza della data alla quale si svolgeranno”.

 “Entro maggio del prossimo anno – ha concluso Tajani – nessuno dovrebbe ignorare la data o le scelte principali da intraprendere per la futura direzione del nostro continente”.

 Tra le iniziative previste per i prossimi mesi, Tajani ha anche annunciato che il Parlamento adotterà un nuovo strumento informatico che permetterà di gestire un ampio ventaglio di informazioni sulle elezioni.

L’Italia

 Il capo del Parlamento ha parlato anche di Italia, dove sono in corso le trattative finali per la creazione di un governo da parte di due formazioni politiche tradizionalmente euroscettiche e dove, secondo l’Eurobarometro, appena Il 39% dei cittadini vede l’appartenenza del loro Paese all’Ue come una cosa positiva.

 “Non sono contento con questo risultato” ha commentato Tajani, che ha definito la situazione come “molto pericolosa”.

“Credo che il risultato derivi da quello che succede in termini di immigrazione” e per una “crescita economica ridotta” che fa si che i cittadini siano “infelici” ha spiegato Tajani

Ha poi rilevato come nei sondaggi ci sia stato un lieve miglioramento rispetto ai mesi scorsi (+3% rispetto a novembre) confessando di non essere “felice del risultato” ma di vedere comunque “un cambiamento”.

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