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I migranti possono avere più “fame” di creare un’impresa innovativa?

I migranti possono avere più “fame” di creare un’impresa innovativa?

Cooperazione e scambio di esperienze fra diverse regioni italiane nell’evento “istituzionale” d’apertura del festival Siamo Europa a Trento

Trento – In Trentino con i fondi Fesr si è investito su uno spazio di prototipazione meccatronica, che si chiama ProM facility e si trova a Rovereto nel Polo della Meccatronica. In una zona di valle del Trentino nella quale la crisi del manifatturiero si è fatta sentire di più facendo perdere molti posti di lavoro. “La nostra economia ha bisogno di uno shock di creatività – ha sostenuto di Alessandro Olivi, vicepresidente trentino e assessore alle attività produttive, parlando all’evento istituzionale di apertura del Festival Siamo Europa – soprattutto nell’area dei giovani e delle donne. In 5 anni abbiamo finanziato oltre 600 nuove iniziative imprenditoriali. Abbiamo deciso recentemente anche di dedicare dei fondi per politiche di integrazione dedicate ai migranti. Vogliamo aiutarli a farli sentire protagonisti di un progetto d’impresa, per non soffocare loro competenze e farli sentire protagonisti, potendo così dare un segno al territorio che li ospita”.

Siamo Europa, Trento, Festival
Il tavolo dei Relatori

Il pomeriggio organizzato dal Servizio Europa della Provincia di Trento, moderato dal dirigente della struttura Michele Michelini, ha visto anche la partecipazione delle componenti economiche locali. Roberto Busato, direttore di Assoindustria del Trentino, ha parlato di casi virtuosi di aziende leader nel proprio settore e dell’importanza di evolvere nell’insegnamento. “Oggi in Trentino è venuta una troupe di Presadiretta di Rai3 per capire come stiamo cercando, trovando nuove sinergie, di ridurre il disequilibrio fra ciò che le aziende cercano e le competenze dei lavoratori”.

Franco Ianeselli, segretario Cgil del Trentino, si è soffermato sul “bisogno di una nuova utopia del lavoro, un’”Agenda 2030” per trovare nuove strade in un mondo non sostenibile”.

Paolo Bosetti, responsabile scientifico della ProM Facility si è soffermato sul fatto che nel Polo della meccatronica di Rovereto siano state implementate grazie a fondi europei “tecnologie molto dirompenti, ma anche molto costose. Abbiamo creato uno spazio nel quale si diffondono competenze e conoscenze. Nel primo anno per esempio è già stato realizzato un prototipo per una grande azienda di telecomunicazioni e siamo diventati partner della Vanguard Initiative europea, che ha l’obiettivo di mettere in rete eccellenze ed economie ad alto valore aggiunto”. Bosetti ha quindi terminato con un paragone: “non vogliamo essere i cinesi d’Europa, ma i tedeschi d’Europa”.

Siamo Europa, Festival, Trento
Michele Michelini
Michelini ha spiegato la natura triplice del Polo Meccatronica, fra ricerca, istituti tecnici e imprese. “La facility vuole favorire le fertilizzazioni incrociate d’impresa”. Il racconto di Daniela Sani dell’Aster, ricerca e sviluppo, innovazione attiva in Emilia Romagna si è soffermato sull’esempio virtuoso della Regione nell’ambito delle specializzazioni, con un secondo posto per efficienza fra tutte le regioni d’Europa.

Martha Gärber Dalle Ave ha parlato della situazione del settore in Alto Adige, spiegando come l’intento sudtirolese sia stato quello di “offrire un futuro in un mondo che cambia”. Simbolo di quest’idea di creare spazi di incontro per imprese, giovani e centro di ricerca è il recupero di parte dell’impianto siderurgico Bolzano Sud, con la riconversione nel centro Noi – Nature of Innovation. In Alto Adige si è specializzati in tecnologie alpine, come funivie, creazione di neve artificiale, impianti eolici, ma ci sono numeri notevoli anche nel settore dell’housing ed in quello delle facciate sostenibili degli edifici.

Nel Noi lavorano 200 ragazzi a 8 mesi dall’apertura degli spazi, l’obiettivo sarà quello di arrivare a 500 persone e quindi fino a 1100. Secondo Gärber però di pari passo dovrà essere anche l’amministrazione a diventare 4.0. “La prospettiva – ha concluso – è quella di oltrepassare i confini. Per esempio fra Monaco e Verona è come se ci fosse un’unica regione”.

Scendendo verso sud Vincenzo Falgares, che per 5 anni è stato responsabile dell’autorità di gestione del Fesr per la Sicilia, ha spiegato come nella programmazione 2014-2020 si siano spesi 4,5 miliardi di euro per il Fesr in Sicilia e si sia puntato sul rafforzamento di ricerca ed innovazione delle imprese. Nella programmazione 2007-2013 il 38% dei progetti aveva invece riguardato investimenti infrastrutturali (10 iniziative).

L’invito di Falgares alle imprese trentine è quello di “aiutare ad accompagnare le imprese siciliane nello sviluppo tecnologico, sfruttando i fondi europei”. La “torta” dei fondi europei in Sicilia è molto più grande e vi sono dei bandi aperti in parte anche ad imprese da fuori regione. Si tratta quindi di una grande opportunità per imprese da altre regioni italiane che volessero investire.

Chiusura con Federico Lasco dell’Agenzia per la Coesione Territoriale che ha invitato le singole autorità di gestione a “sviluppare la capacità di negoziazione. Le norme non sono fatte per imbrigliare, ma per crescere e costruire una coscienza nell’amministrazione”.