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Brexit, Vestager:
Il commissario europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager

Brexit, Vestager: "In Irlanda si salvaguarda la frontiera del mercato unico"

La commissaria per la Concorrenza fa pressing su Londra: "E' ora di decisioni e proposte concrete". Tecnologie dell'informazione e mercato dei capitali le priorità per i Ventisette

Bruxelles – Il governo britannico non ha più molto tempo a disposizione per sciogliere i nodi dell’uscita dall’Ue. “Mancano meno di dieci mesi alla Brexit, è ora che il Regno unito prenda urgentemente delle decisioni e si presenti con proposte concrete”. A mettere pressione su Londra è Margrethe Vestager, commissaria per la Concorrenza, che guarda con una certa preoccupazione l’assenza di risposte a questioni chiave nel difficile negoziato per le modalità di recesso e le relazioni future.

C’è il problema di come regolare la frontiera tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda, che va al di là del confine fisico. “Non pensiamo solo all’Irlanda, qui si tratta dei confini del mercato unico, e quindi ogni soluzione deve rispettare l’integrità dell’Unione in quanto tale”. In tal senso va garantita continuità, nei funzionamenti e nelle regole. In temini di concorrenza, “oggi le nostre economie sono molto interconnesse, ma quando il Regno unito uscirà questi legami diverranno meno intensi”. Nella gestione della Brexit “non vogliamo che si arrechi danno alla concorrenza”.

Vestager, ascoltata in commissione Affari economici del Parlamento europeo, discute anche di altri temi considerati fondamentali. Uno di questi è la rivoluzione tecnologica. Se, come sottolinea, “investimenti e innovazione sono la chiave del futuro”, allora in Europa “abbiamo bisogno di investire sempre di più in tecnologie dell’informazione”.

Sulle questioni più economiche, c’è bisogno poi di “un migliore mercato dei capitali, per consentire alla imprese di avere accesso al credito senza doversi rivolgere alle banche, una cosa che aumenta i debiti” e magari rischia anche di accrescere la mole di crediti deteriorati, i prestiti che gli istituti bancari fanno fatica a farsi restituire. L’unione dei mercati di capitali si rende ancor più necessaria visto che “il settore bancario adesso è in una condizione migliore di quella di pochi anni fa”.

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