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L'Ocse:
Il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria

L'Ocse: "Tensioni commerciali minacciano la ripresa, Ue risponda con multilateralismo"

Il segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico esorta gli Stati membri a più azioni comuni, dentro e fuori l'Europa. "Al vertice di giugno si agisca". Invito a Paesi come l'Italia a ridurre il debito

Bruxelles – “Le tensioni commerciali minacciano di rallentare la ripresa”. Tutti, in Europa come altrove, “dovremmo essere consapevoli di questo rischio”. In questo contesto “la nostra raccomandazione è: multilateralismo”. Il monito e l’invito a più Europa arriva dal segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), Angel Gurria, nel corso dell’audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo.

Sono tanti i temi toccati da Gurria, e tutti riguardano l’Unione europea e il suo futuro. Il completamento e rafforzamento dell’unione monetaria è uno dei punti su cui insiste il capo dell’Ocse, che condivide anche la creazione di un Fondo monetario europeo. “E’ una delle proposte sul tavolo, e ha un senso”. Ma è sulle politiche extra-nazionali che insiste, andando contro la corrente sovranista che agita l’Europa. “Il multilateralismo è il solo modo per trovare le soluzioni” alle sfide che attendono l’Ue, in ogni ambito. “Come si trovano risposte alla crisi migratoria senza multilateralismo?” Un interrogativo calzante anche in materia commerciale, con i dazi degli Stati Uniti e le pulsioni protezionistiche.

L’Unione europea deve agire, e deve farlo nel solco di quello che secondo l’Ocse e il suo segretario generale è la via maestra. Perché non ci sono solo immigrazione e guerre commerciali sullo sfondo, c’è anche l’addio britannico, e “la Brexit rende urgenti le riforme” dell’Unione europea. Ecco perché “il vertice del Consiglio europeo fornisce l’occasione per agire”. Con l’auspicio, nemmeno troppo velato, che l’occasione non venga sprecata.

Nelle azioni che l’Ocse chiede ai governi nazionali ci sono anche raccomandazioni per Paesi come l’Italia. “Le politiche economiche nazionali sono ancora condizionate da livelli elevati di debito pubblico”. Gurria non cita Stati membri, ma il messaggio è diretto anche a Roma, che ha il secondo debito pubblico dell’Eurozona e di tutta l’Ue, dopo quello ellenico.