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Migranti, per l'Austria chi entra illegalmente nell'Ue non deve poter chiedere asilo

Migranti, per l'Austria chi entra illegalmente nell'Ue non deve poter chiedere asilo

Il vicepremier Stache lancia la proposta nel corso dell’incontro con Salvini, che a sua volta minaccia l’Unione europea: o cambiano le regole sull’immigrazione o l’Italia rivedrà il proprio contributo al bilancio comune

Roma – “Deve essere posto l’obbiettivo che chi entra illegalmente non abbia assolutamente la possibilità di presentare domanda di asilo” nei Paesi europei. La proposta choc, che metterebbe fuorilegge in molti meritevoli di protezione internazionale, arriva dal vicecancelliere austriaco Heinz-Christian Strache. In visita a Roma dal ministro degli Interni Matteo Salvini, l’esponente del governo di Vienna ritiene indispensabile “mandare un segnale a chi viene in Europa, perché capisca che non vale la pena neppure provare ad arrivare illegalmente. L’Australia è un modello su questo”, indica Strache prendendo a riferimento un Paese che non si fa scrupoli di negare i propri porti a navi che portano migranti, né ha remore a rinchiudere in un’isola chi tenta di raggiungere illegalmente la patria dei canguri.

Per Strache, come per il suo ministro degli Interni che lo ha accompagnato in Italia, Herbert Kickl, bisogna “rafforzare rapidamente Frontex” affidandogli “un mandato di natura politica per contrastare efficacemente l’immigrazione illegale. Per i due austriaci come per l’italinao, il fulcro della strategia per la gestione dei flussi migratori è sbarrare gli ingressi. “L’obiettivo è proteggere le frontiere esterne, non è dividere il problema tra Paesi europei ma risolverlo a monte”, spiega Salvini.

E se al consiglio europeo non si riuscisse a far passare la riforma del Regolamento di Dublino sull’asilo e l’adozione di politiche comuni sull’immigrazione? Il titolare del Viminale si dice “ottimista” ed “estremamente fiducioso nella presidenza austriaca” – dal primo luglio Vienna raccoglierà da Sofia il testimone della guida di turno dell’Ue – perché riesca a trovare una sintesi tra le varie posizioni. “Confidiamo nel buonsenso dei colleghi europei”, dice, aggiungendo però la minaccia: “Non vorremmo arrivare a ridiscutere il finanziamento italiano all’Unione europea”.

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