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Juncker: Brexit, l'Ue deve prepararsi anche per un non accordo

Juncker: Brexit, l'Ue deve prepararsi anche per un non accordo

Il capo dell'esecutivo comunitario ha aggiunto che servono "più risposte e meno nuove domande" dal Regno Unito in merito alla questione ancora aperta del confine nord-irlandese

Bruxelles – Mentre l’ora fatale della Brexit si avvicina inesorabilmente, l’Ue deve “prepararsi per ogni evento, incluso nessun accordo” ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, riferendosi al nodo ancora irrisolto – il principale, tra i temi coinvolti – relativo al confine tra repubblica d’Irlanda e Irlanda del nord.

Parlando alle Camere riunite del Parlamento irlandese a Dublino, il presidente della Commissione europea ha ammesso che l’Unione si sta “preparando per ogni evenienza”, pur riconoscendo che un mancato accordo non sia un “risultato desiderato, nè probabile”.

Anche se sull’Irlanda “entrambe le parti concordano sui principi fondamentali” ovvero che non dovrebbe esserci un “hard-border” in Irlanda, che servono “regole comuni per preservare la cooperazione nord-sud” e che il “l’accordo del Venerdì Santo debba essere preservato”, le “parti più difficili si devono ancora fare”  e “non c’è ancora molto tempo per trovare un accordo concreto” ha aggiunto Juncker.

Il vertice dei leader europei è atteso per la settimana prossima e, oltre all’urgente questione migratoria, avrebbe dovuto rappresentare anche un punto di svolta per un più chiaro – e semi-definitivo –  delineamento del futuro assetto del confine nordirlandese.

Tuttavia, allo stato attuale delle cose, non sembra che il Consiglio sarà in grado di trovare risposte condivise e realistiche.

“A dieci mesi dalla Brexit – ha spiegato Juncker, abbiamo bisogno di più risposte e meno nuove domande” per “adottare un approccio pragmatico alla ricerca di soluzioni”.

“Ma voglio essere chiaro –  ha aggiunto l’uomo politico lussemburghese – l’Irlanda verrà prima”. L’Europa unita, ha aggiunto il capo dell’esecutivo comunitario “sosterrà l’Irlanda in ogni fase del cammino” per evitare il ritorno a un hard-border. “Il nostro backstop è una soluzione su misura e praticabile”.

Poco prima, il primo ministro irlandese  Leo Varadkar aveva commentato in merito a una soluzione sul confine: “Lasciami dire, non è rimasto molto tempo” se “dobbiamo concludere un accordo che sia operativo prima che il Regno Unito lasci l’Unione a marzo prossimo”.

L’opzione proposta dall’Unione – che il Regno Unito vorrebbe limitata nel tempo – prevede che l’Irlanda del Nord – parte del Regno Unito – rimanga de facto nell’Unione doganale dell’Ue e soggetta ai regolamenti europei.

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