- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 12 Febbraio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Ue: Unione, via intergovernativa sola possibile, ma pericolosa

    Ue: Unione, via intergovernativa sola possibile, ma pericolosa

    Ora che la storia è andata come al solito nella direzione opposta di quello che ci siamo immaginati, in Europa sarebbe il caso di fermarsi e decidere quali sono le basi istituzionali e valoriali sulle quali proseguire sulla via dell’integrazione

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    28 Giugno 2018
    in Politica
    Trattati di Roma, dichiarazione, celebrazioni

    Di Matteo Scotto per Affarinternazionali.it

    La natura dell’ Unione europea di oggi ci pone di fronte a una verità fondamentale che è inutile fare finta di non vedere o, peggio ancora, tentare di distorcere con falsa coscienza: la centralità esclusiva degli Stati nazionali negli equilibri decisionali dell’ Unione. Ci troviamo in una fase di pieno consolidamento di un’ Unione intergovernativa, dove il potere politico a livello europeo è concentrato unicamente negli esecutivi nazionali e nell’interazione tra essi. Ne sono un chiaro segnale non già il potenziamento degli incontri al vertice del Consiglio europeo, sempre più frequenti e meglio preparati, bensì le numerose riunioni collaterali tra gruppi ristretti di capi di Stato, come il pre-summit in materia di migrazione di domenica 24 giugno a Bruxelles.

    Il ritorno ai rapporti bilaterali
    Non è un caso che da qualche tempo a questa parte si stia investendo di nuovo molto, in Europa, nei rapporti bilaterali, a scapito di meno efficaci strategie multilaterali. D’altra parte, è stata la stessa cancelliera Angela Merkel ad affermare che non vi potrà essere alcun compromesso nel Vertice europeo di oggi e domani, 28-29 giugno: come dichiarato dai portavoce del governo di Berlino, l’obiettivo del Consiglio europeo non sarà il raggiungimento di dichiarazioni condivise da tutti, bensì l’adesione ad accordi bilaterali, trilaterali o multilaterali.

    Sarebbe utile, anziché negare il fatto, cercare di capirlo e prenderne piena coscienza, adeguandosi alla realtà e occupandosi di soluzioni concrete. Poiché l’attuale assetto istituzionale dell’Ue non è nient’altro che l’unico assetto possibile alla luce del vuoto lasciato dall’ Unione stessa, dove prendono piede i soli attori in campo legittimati a deliberare su questioni di vitale importanza, giustappunto i governi nazionali.

    Gli scogli di difesa, sicurezza, migrazione
    Abbiamo passato anni a raccontare come gli Stati potessero essere cancellati con un colpo di spugna, diventando, per mezzo di un’integrazione normativa e programmatica, semplici “membri” di un progetto apolitico esteso su scala continentale. L’ultima e vana speranza è stata quella di pensare di armonizzare competenze strategiche al cuore della vita di uno Stato — difesa, sicurezza, migrazione — al pari del mercato unico, come se regolamentare banane e vite umane fosse la stessa cosa.

    È andata diversamente con la politica monetaria — completata comunque solo per metà — grazie a una contingenza storica e di leadership politica favorevole, di cui oggi non resta che un lontano ricordo e che difficilmente si ripeterà.

    Abbiamo così creduto che un unico centro di gravità economica e burocratica come Bruxelles potesse occuparsi di qualunque cosa al di là della politica, coordinando o offrendo soluzione adattabili alla moltitudine di interessi nazionali presenti nell’Ue, senza tuttavia un vero governo in grado di rappresentare e sintetizzare tali interessi.

    Errori e conseguenze
    Sono stati annessi nell’ Unione blocchi di Stati con la pretesa che storia e geografia fossero componenti malleabili e facilmente convertibili a un disegno europeo definito, preconfezionato da quella che è ormai una minoranza di Paesi fondatori. Anche in questo caso subordinando la politica a tutto il resto, con l’aspettativa che i governanti dei nuovi Stati membri non fossero che meri amministratori d’intesa con la burocrazia centrale.

    Vano e a tratti pernicioso è stato in ultimo il tentativo di frammentare in Europa il sistema politico in uno schema multilivello di poteri confuso e sovrapposto, con il risultato di una mancanza assoluta di chiarezza tra governanti e governati, incapace di attribuire la responsabilità decisionale ad alcun organo di governo. Ne consegue che, ad ogni mancata risposta politica, venga additata dai cittadini europei una volta la Germania, una volta l’Ungheria, una volta la Francia, una volta Bruxelles, una volta la Commissione, senza comprendere fino in fondo né l’oggetto né il soggetto del contendere.

    Dal disordine e dall’enefficienza il populismo
    Il risultato di tale disordine istituzionale è proprio il cosiddetto populismo tanto demonizzato dai partiti tradizionali, che fiorisce dove l’efficacia politica e l’evidenza delle istituzioni sfioriscono. Un populismo che mira alla nazionalizzazione e alla sovranità statale proprio di quelle politiche che si è tentato grossolanamente di europeizzare senza un legittimo e preciso riscontro democratico e di governo. Una mancanza di lungimiranza che avalla di fronte ai cittadini l’appello all’interesse nazionale dei leader di oggi, con un costante richiamo alla volontà dell’opinione pubblica nazionale nelle decisioni prese a Bruxelles.

    Di un senso comunitario nell’ Unione, forte di un destino e di interessi comuni, non v’è traccia. Ciò che rimane sono solo forze centrifughe che tendono sempre più a mettere in competizione e in contrasto gli Stati membri tra di loro. Se da un lato l’ Unione intergovernativa è quindi l’unica strada percorribile, la stessa strada comporta allo stesso tempo pulsioni disintegranti pericolose per l’unità europea.

    Ora che la storia è andata come al solito nella direzione opposta di quello che ci siamo immaginati, in Europa sarebbe il caso di fermarsi e decidere quali sono le basi istituzionali e valoriali sulle quali proseguire sulla via dell’integrazione. Senza un consenso forte in tal senso e un’attenta valutazione dei rischi, come gli alpinisti insegnano, non è detto che non sia saggio ripercorrere il sentiero di ritorno, prima che sia troppo tardi.

    Tags: AffarinternazionaliIaiintergovenativaMatteo Scottopopulismounione europeaVilla Vigoni

    Ti potrebbe piacere anche

    Scienza è una cosa per donne
    Economia

    Sono sempre di più le donne europee scienziate e ingegnere: nel 2024 toccano i 7,9 milioni

    11 Febbraio 2026
    vigne vino
    Agrifood

    UE, via libera finale del Parlamento al ‘Pacchetto vino’: Più fondi e sostegno al settore

    10 Febbraio 2026
    Fonte: servizio audiovisivo della Commissione Europea
    Net & Tech

    Inaugurato NanoIC, dove si progetteranno chip avanzati europei. Dall’UE 700 milioni di euro

    9 Febbraio 2026
    Industria e Mercati

    Sindacati a Bruxelles: Solo lavoratori della difesa e dell’aerospaziale si salvano, Ue non rimanga immobile

    5 Febbraio 2026
    News

    Difesa e costo della vita: Le preoccupazioni, di ora e per il futuro, dei giovani UE

    4 Febbraio 2026
    India
    Economia

    UE e India: un accordo di libero scambio per sfidare “un mondo frammentato”

    26 Gennaio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al termine del vertice informale dei leader UE sulla competitività [Alden Biesen, 12 febbraio 2026]

    ‘Un’Europa, un mercato’, von der Leyen annuncia la roadmap della competitività UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    12 Febbraio 2026

    La presidente della Commissione europea anticipa l'agenda sarà sul tavolo dei leader al vertice di marzo. Obiettivo: un mercato unico...

    Isis foreigh fighters

    Strasburgo chiede agli Stati membri di rimpatriare i propri cittadini detenuti nei campi dell’ISIS in Siria

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    12 Febbraio 2026

    Secondo le stime di Rights & Security International, finora sono rientrati in UE quasi mille donne e minori detenuti nel...

    [foto: IPA agency]

    Energia, produrla nell’UE costa ancora il 66,3 per cento in più rispetto a inizio 2021

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    12 Febbraio 2026

    Nel giorno del vertice informale dei leader sulla competitività i dati Eurostat certificano un problema ormai strutturale e cronico per...

    commissione

    Irruzione della polizia belga alla Commissione Europea per un’indagine sulla vendita di immobili

    di Annachiara Magenta annacmag
    12 Febbraio 2026

    L'operazione ruota intorno a una vendita di immobili di proprietà dell'Ue avvenuta durante la passata legislatura europea, quando il commissario...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione