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Il paradosso dell'Ue, che respinge i migranti di cui ha bisogno per non estinguersi

Il paradosso dell'Ue, che respinge i migranti di cui ha bisogno per non estinguersi

I dati Eurostat certificano che tra il 2017 e il 2018 la popolazione Ue si è ridotta di 200mila unità. Solo gli extra-comunitari hanno permesso agli abitanti dell'Europa di essere di più

Bruxelles – L’Unione europea invecchia. L’età media si alza e il numero delle morti eccede quello delle nascite. E’ un continente che ha imboccato una parabola discendente, che solo l’immigrazione riesce a invertire. In tempi in cui sempre più Paesi membri dell’Ue vorrebbero chiudere le porte in faccia ai migranti, i dati Eurostat suggeriscono come i governi non sappiano o non vogliano vedere in faccia la realtà. A tenere in vita l’Europa sono i non europei.

Tra l’1 gennaio 2017 e l’1 gennaio 2018 la popolazione dell’Ue è cresciuta di circa 1,1 milioni di abitanti, raggiungendo quota 512,6 milioni di persone. L’Istituto di statistica europeo rileva però che durante l’anno passato nell’Unione europea sono stati registrati più decessi che nascite (5,3 milioni contro 5,1 milioni), il che significa che il cambio di popolazione positivo “è stato quindi dovuto alla migrazione netta”.

Italia, il problema non è nei migranti
Il governo Salvini-Di Maio ripete che l’Italia è invasa dai migranti, ma il problema dell’Italia sembra essere un altro. Non sono i non italiani ad arrivare, sono gli italiani ad andarsene: è questo il problema vero della Penisola. La popolazione italiana si è ridotta dell’1,7% in un anno. Ci sono quanti sono andati via per cercare un lavoro, ci sono più morti (649.100) che nascite (458.200). Anche nel caso italiano si assiste a un cambiamento naturale negativo, e anche per l’Italia si conferma quanto vale per il resto d’Europa: gli immigrati non possono che fare bene per invertire una tendenza frutto, a livello nazionale, anche di assenza di vere politiche per le famiglie che incentivino a fare figli.

Come accennato il declino della popolazione non è un fenomeno soltanto italiano. Tra il 2017 e il 2018 il saldo complessivo dell’Ue tra nuove nascite e decessi si è attestato a -204mila. C’è metà Unione europea che nell’ultimo anno ha celebrato più funerali che battesimi. Sono quattordici i Paesi membri con cambiamento naturale negativo (alle già citata Italia si aggiungono Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Romania, Grecia, Portogallo, Germania, Estonia, Spagna, Finlandia, Slovenia). A loro si aggiunge la Polonia, dove nell’ultimo anno il numero di morti ha eguagliato quelle delle nuove nascite. In sostanza, l’Ue starebbe lentamente invecchiando e morendo. Se non fosse per gli extra-comunitari, a cui però si vogliono chiudere porti e frontiere.

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