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Bekaert: l'ambasciatrice in Belgio Basile incontra i vertici del gruppo e il ministro dell'economia

Bekaert: l'ambasciatrice in Belgio Basile incontra i vertici del gruppo e il ministro dell'economia

Su indicazione di Di Maio, "al fine di sensibilizzare l’impresa e il governo belga in relazione ai costi sociali dell’operazione di chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno e verificare il rispetto delle norme Ue"

Bruxelles – In linea con le indicazioni ricevute dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e dalla Farnesina, l’ambasciatrice d’Italia presso il Regno del Belgio, Elena Basile, incontrerà oggi 19 luglio i vertici del Gruppo Bekaert e il 25 luglio il ministro federale belga dell’Economia, Kris Peeters, “al fine – spiega una nota – di sensibilizzare l’impresa e il governo belga in relazione ai costi sociali dell’operazione di chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno, di proprietà della Bekaert, e della delocalizzazione delle attività produttive in Romania”.

L’ambasciatrice farà inoltre riferimento all’indagine attualmente in corso da parte della Commissione europea “al fine di verificare che la delocalizzazione delle attività produttive della Bekart in Romania non sia attuata in contrasto con la regolamentazione europea in materia di aiuti di stato e di utilizzo di fondi strutturali Ue”.

La direzione di Bekaert Group ha annunciato alcune settimane fa la chiusura del sito italiano di Figline e Incisa Valdarno, dove si producono rinforzi in acciaio per pneumatici, cessando così l’attività nella fabbrica, acquistata nel 2014 da Pirelli. Il gruppo belga in una nota esprime l’intenzione di “avviare un dialogo teso ad attenuare l’impatto sociale per i 318 dipendenti interessati”.

La Fiom spiega che “l’età media dei lavoratori è sui 50 anni, troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per trovare nuove occupazioni. Per il territorio si rischia un impatto devastante, con l’indotto sono più di 400 le persone coinvolte”.

Dall’azienda ribattono che negli ultimi anni “la posizione del sito di Figline nel mercato di riferimento ha subito notevoli pressioni. A causa dei suoi costi strutturali notevolmente superiori rispetto a quelli degli altri stabilimenti di rinforzi in acciaio per pneumatici di Bekaert nella regione Emea (che vuol dire Europa-Medio oriente ed Africa, il che vuol dire che altri stabilimenti in Europa sono considerati più redditizi, ndr), il sito non è stato in grado di generare performance sostenibili dal punto di vista finanziario”.

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