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Airbnb, la tutela dei consumatori non va in vacanza

Airbnb, la tutela dei consumatori non va in vacanza

La compagnia, dopo il richiamo della Commissione europea, si adeguerà agli standard europei per la tutela dei consumatori. Entro dicembre le modifiche saranno operative, pena provvedimenti delle autorità europee

Bruxelles – Airbnb si impegnerà a a migliorare i propri termini di servizio: ce lo fa sapere la Commissione europea, che apprezza gli sforzi della compagnia nella direzione dell’adeguamento alle regole europee in merito alla tutela dei consumatori. Adesso, ha tempo fino alla fine dell’anno per rendere operative queste modifiche.

“Queste piattaforme online hanno rivoluzionato il nostro modo di viaggiare, trovare alloggio e vivere le vacanze, ma devono anche rispettare pienamente le regole”, ha detto Věra Jourová, commissaria europea per la Tutela dei consumatori, anche perché “i consumatori dell’Unione godono dei diritti sia offline che online”.

La questione risale a fine 2016, quando è stata richiesta la modifica delle politiche commerciali della compagnia da parte di alcune associazioni di consumatori che lamentavano una scarsa chiarezza dei servizi offerti dal sito. In seguito alle modifiche che verranno apportate, Airbnb si impegnerà invece a mostrare il costo totale delle prenotazioni, comprese le spese extra – servizi di pulizia o simili – in vista della trasparenza dei prezzi nei confronti del consumatore. Sarà necessario anche avvisare i possibili acquirenti di servizi se il servizio è offerto da un privato o da un professionista: la tutela del consumatore, infatti, non è la stessa per le due opzioni.

I termini e le condizioni d’uso sono l’altra nota dolente su cui Airbnb si attiverà entro la fine dell’anno, in modo tale da allinearli con le regole comunitarie: così, finalmente sarà chiarito da parte dell’azienda che i consumatori possono utilizzare mezzi legali, sia nei confronti del soggetto ospitante, sia nei confronti della compagnia stessa.

Entro fine dicembre, le modifiche apportate dovranno essere disponibili in tutte le lingue comunitarie; in caso contrario, le autorità a tutela dei consumatori potrebbero decidere di prendere provvedimenti in merito.

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