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'Librebook', ovvero l'integrazione europea dei libri. Con l'idea di padiglione Ue alla fiera di Bruxelles
L'interno di Librebook, la libreria che promuove gli autori contemporanei di tutta l'Ue

'Librebook', ovvero l'integrazione europea dei libri. Con l'idea di padiglione Ue alla fiera di Bruxelles

La libreria dell'italiano Antonio Parodi scommessa per il settore e progetto comune. Si punta su autori contemporanei, piccole e medie case editrici, e pubblicazioni in tutte le lingue. Per riscoprirsi "uniti nella diversità". Quella letteraria

Bruxelles – “E’ il mio sogno da bambino che si realizza”. Antonio Parodi siede nel suo mondo, quello cullato e alla fine trovato. Accarezzato con la fantasia e toccato con la mano. O meglio, sfogliato. Perchè di libri ce ne sono quanti se ne vuole, e anche di più. Molti sono quelli offerti ed esposti, molti altri ne arriveranno ancora per arricchire quella che a prima vista può sembrare una delle tante classiche librerie, anche se così non è . “Non sono libraio”, dice Antonio Parodi, che pure ha fatto dei libri la sua attività. “Non è una libreria classica”, la sua. Lo sa bene, perché la personale scommessa in fin dei conti è proprio questa. Convincere e conquistare con qualcosa di diverso e innovativo, e Librebook offre a Bruxelles qualcosa che ancora non c’era, la voglia di scoprire unendo. E non solo.

Di posti dove acquistare classici, romanzi, o nuove proposte ce ne sono tanti, ma luoghi dove poter trovare scrittori contemporanei di tutti gli Stati membri dell’Ue in tutte le lingue ufficiali dell’Ue, davvero è difficile trovarne. In questo Parodi è un innovatore. Sfida le tradizioni di una città, Bruxelles, sempre attenta a prodotti di seconda mano, libri inclusi, offrendo solo pubblicazioni inedite opera di scrittori sconosciuti ai più. “Propongo solo autori contemporanei, lavori artigianali, distributori alternativi”. A volte anche in carne ossa, perché può capitare che a Librebook il lancio di una pubblicazione venga fatta alla presenza dell’autore. “Ma non facciamo presentazioni fine a sé stesse, lavoriamo su temi”.

L’alternativa alla grandi firme, che comunque non mancano, non è casuale, ed è legata al sogno del Parodi bambino. “Mio zio era libraio in Liguria. Lavoravo da lui in estate, e con mio zio libraio ho fatto i miei primi saloni del libro di Torino. Lì ho capito che le ‘perle’ sono nascoste nelle piccole e medie case editrici”. Da lì l’intuizione: fare di Librebook il punto di riferimento solo delle pmi del libro. Non male, per uno che dice di non essere del mestiere.

Lui, Antonio Parodi, del mestiere c’è diventato. Gli studi in economia, poi l’ingresso nel centro ricerche Fiat, dove si occupa di relazioni internazionali. Nel 1995 l’offerta di Bruxelles per lavorare a Eucar, il Consiglio europeo per le ricerche del settore auto. Quindi la delegazione Fiat per l’Europa. Nel 2000 abbandona l’azienda torinese, e per quindici anni si divide tra Regione Liguria e consulenze. Negli ultimi due anni, finalmente, arriva a dedicarsi ai sogni che aveva da bambino. Con un certo successo. “La risposta è positiva”, riconosce. E l’attività non intende restare confinata nelle quattro mura che racchiudono Librebook.

Antonio Parodi nella sua libreria

Il suo progetto Parodi vuole offrirlo al mondo. Membro del consiglio d’amministrazione della Foire du libre, il salone del libro di Bruxelles, lui stesso lavora alla trasformazione della manifestazione. “Ho in progetto la realizzazione di un padiglione Europa per l’edizione del 2019”, in programma dal 14 al 17 febbraio. Un cambiamento epocale, per una Foire du livre che, come suggerisce il nome, è da sempre molto concentrata sulla produzione artistico-letteraria francofona. Parodi vuole creare un’area con gli artisti contemporanei di tutti gli Stati membri dell’Ue, con pubblicazioni in tutte le lingue. A questi ha in mente di affiancare anche autori degli Stati candidati (Albania, ex repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia).

Può la cultura fare l’Europa? Per Parodi deve. In tempi in cui stare insieme sia fa sempre più difficile e il motto dell’Ue, “uniti nella diversità”, sembra non suggerire più nulla, il proprietario di Librebook rilancia il progetto di integrazione a colpi di titoli e autori. Con la sua libreria permette l’incontro di stili, culture, narrazioni, linguaggi. Direttamente nei locali di Librebook, non distanti dal Parlamento europeo, come su web, molto più vicino al Parlamento europeo. Librebook collabora con l’istituzione Ue al progetto sessanta libri per l’estate, portale dove gli eurodeputati offrono consigli per le letture da mettere in valigia.

Fuori dai grandi circuiti Librebook lavora alla creazione di una rete di librerie che a Bruxelles possa permettere la diffusione quantomeno di una selezione di libri europei. SI tratta di offrire ogni settimana un titolo in librerie partner disposte a creare una sezione speciale al proprio interno. La libreria Licorne a Uccle è una di queste. A livre ouvert, libreria a Woluwé, un’altra. L’obiettivo è aggiungere tanti altri nomi ancora alla lista.