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    Home » Politica » Parlamento Ue: stop alla plastica monouso, “Una vittoria per il pianeta”. Ora confronto con i governi

    Parlamento Ue: stop alla plastica monouso, “Una vittoria per il pianeta”. Ora confronto con i governi

    In attesa dell'avvio dei negoziati con il Consiglio, gli europarlamentari si dividono tra soddisfatti e contrariati. Pedicini (M5s): "Per una volta l'Unione europea si dimostra all'altezza delle sfide che l'attendono"

    Caterina Ristori</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Caterina_Ue" target="_blank">@Caterina_Ue</a> di Caterina Ristori @Caterina_Ue
    24 Ottobre 2018
    in Politica

    Bruxelles – Il Parlamento europeo dice ‘basta’ alla plastica monouso. Oggi a Strasburgo si è votato in plenaria e 571 eurodeputati si sono espressi favorevolmente in merito all’ambiziosa relazione che vorrebbe vietare il consumo di alcuni prodotti in plastica usa e getta. 53 sono stati invece i voti contrari, 34 le astensioni.

    La nuova normativa proposta dalla Commissione europea, se sarà approvata anche dai governi, bandirà a partire dal 2021 la vendita all’interno dell’Unione europea di articoli fabbricati in plastica monouso, come piatti, posate, cotton fioc, cannucce e bastoncini per palloncini. La palla ora passa al Consiglio, con cui inizieranno i negoziati il prossimo 6 novembre.

    La relazione, che nei giorni scorsi era stato motivo di discussioni e polemiche da parte di alcuni eurodeputati italiani, riguarda anche obiettivi nazionali di riduzione e riciclo per quei prodotti in plastica che invece non saranno banditi (quelli per cui non esistono alternative riciclabili, come i contenitori alimentari per frutta e verdura e le bottiglie per bevande) e misure specifiche sui filtri delle sigarette e gli attrezzi da pesca smarriti o abbandonati. I mozziconi, contenenti plastica, dovrebbero per gli eurodeputati essere ridotti del 50 percento entro il 2025 e dell’80 percento entro il 2030. Per quanto riguarda il materiale da pesca (che rappresenta il 27 per cento dei rifiuti sulle spiagge europee), per il Parlamento europeo gli Stati membri dovrebbero prevederne una raccolta per riciclaggio di almeno il 50 percento del totale entro il 2025. Come farlo? Stando alla relazione, si dovrebbero obbligare i produttori di tali materiali a farsi carico dei costi di raccolta dei rifiuti.

    “Una vittoria per il pianeta”

    Non sono tardati ad arrivare i commenti positivi da parte dei vari gruppi politici del Parlamento europeo, primi fra tutti i Verdi/Ale, che in un comunicato stampa si congratulano per l’adozione di un'”ambiziosa relazione” per ridurre l’inquinamento. Non solo, aggiungono: grazie al loro intervento “Il testo fa progressi anche per quanto riguarda il divieto di alcuni prodotti etichettati come biodegradabili. Questi prodotti, cosiddetti ‘oxoplastici’ e troppo spesso fatti passare per ‘biodegradabili’, in realtà si riducono in microparticelle di plastica altrettanto problematiche”.

    Marco Affronte, membro Verde della commissione parlamentare per la Salute e per l’Ambiente, sottolinea l’importanza del divieto ed il ruolo del Consiglio nel sostenere la posizione espressa dai parlamentari. Aggiunge: “Nonostante le massicce pressioni esercitate dai produttori di materie plastiche che volevano ridurre il campo di applicazione del testo o sfuggire alla clausola di ‘responsabilità estesa’, costringendoli a sostenere i costi di raccolta dei prodotti che producono, la maggioranza dei parlamentari si è opposta”.

    “Vince la linea del cambiamento”

    Anche l’eurodeputato pentastellato Piernicola Pedicini parla di “risultato storico”, segno del cambiamento in atto in Europa. “Per una volta l’Unione europea si dimostra all’altezza delle sfide che l’attendono. Servono scelte coraggiose se davvero vogliamo salvare il nostro pianeta e la salute delle generazioni future”. Dal MoVimento proviene anche un emendamento al testo, approvato, “che difende il principio dell’acquisto consapevole. I consumatori, infatti, dovranno essere informati sulle sostanze chimiche pericolose contenute nei prodotti di plastica”. Unico rammarico “il fatto che le bottiglie di plastica non siano state incluse negli obiettivi di riduzione della direttiva”, conclude.

    “Segnale per l’economia circolare”

    L’eurodeputata Pd del gruppo S&D Simona Bonafè è altrettanto soddisfatta del voto di oggi, che rappresenta a suo avviso “Un importante segnale di transizione verso l’economia circolare e la lotta all’inquinamento dei mari”. L’Europa, continua, “dimostra di avere a cuore la salute del pianeta e allo stesso tempo di puntare, sempre più, verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile”. Conclude: “Adesso vedremo se nel negoziato che si apre a novembre, il governo italiano sosterrà le posizioni del ministro grillino Costa che si è dichiarato più volte su posizioni ‘plastic free’ o degli alleati leghisti che, più volte, si sono espressi come fermamente contrari a questa direttiva”.

    “Grave attacco al made in Italy”

    Non è dello stesso avviso Elisabetta Gardini, capo della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo. Già nei giorni scorsi si era lamentata in merito alla superficialità con cui, a suo avviso, è stato affrontato il tema. Secondo l’azzurra, in questo modo “Si colpiscono le categorie di prodotti che, nella lista dei dieci oggetti trovati più frequentemente sulle spiagge, non stanno né al primo, né al secondo, né al terzo, ma al settimo posto. E a quel settimo posto si potrebbe benissimo – invece di ‘posate, piatti e cannucce’ – scrivere ‘Italia’! Si colpiscono le stoviglie perché sono prodotte principalmente in Italia”.

    #UE: L'ATTACCO ALLA #PLASTICA GRAVE DANNO AL #MADEINITALY

    Ha perfettamente ragione il Presidente di @Confindustria Vincenzo #Boccia: "non possiamo vivere di risse, ma nemmeno nella UE che ci ritroviamo". E oggi si è scritta un´altra… https://t.co/628DET6FeX#SUP #PlenariaPE pic.twitter.com/lQ71Tg5Ctu

    — Elisabetta Gardini (@EGardini) October 24, 2018

    Tags: elisabetta gardinim5sMarco Affronteparlamento europeopdPiernicola Pediciniplastica monousorelazioneSimona Bonafèverdivoto

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