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Il regista ucraino Oleg Sentsov vince il Premio Sakharov del Parlamento europeo
Oleg Sentsov durante il processo

Il regista ucraino Oleg Sentsov vince il Premio Sakharov del Parlamento europeo

L'annuncio di Antonio Tajani: "E' diventato un simbolo della lotta per la liberazione dei prigionieri politici detenuti in Russia e in tutto il mondo"

Bruxelles – Oleg Sentsov, regista ucraino detenuto in Russia dal 2014 e condannato per terrorismo a 20 anni di colonia penale in Siberia ha vinto il Premio Sakharov del Parlamento europeo 2018.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha annunciato il vincitore oggi nell’Aula di Strasburgo, in seguito ad una decisione assunta dalla Conferenza dei presidenti (presidente e leader dei gruppi politici).

“Con il suo coraggio e la sua determinazione, mettendo la sua vita in pericolo, il regista Oleg Sentsov è diventato un simbolo della lotta per la liberazione dei prigionieri politici detenuti in Russia e in tutto il mondo – ha affermato Tajani -. Conferendogli il Premio Sakharov, il Parlamento europeo esprime la sua solidarietà con lui e la sua causa, chiedendo che sia rilasciato immediatamente. La sua lotta ci ricorda che è nostro dovere difendere i diritti umani in ogni parte del mondo e in ogni circostanza”.

Oleg Sentsov è stato arrestato il 10 maggio 2014 dalle forze di sicurezza della FSB mentre protestava pacificamente contro l’annessione illegale illegale della Crimea da parte della Russia. Le autorità carcerarie lo hanno abusato fisicamente per tre settimane, incluso il soffocamento, e lo hanno minacciato di altre di torture, accuse si stupri e omicidi nel tentativo di convincerlo a “confessare” atti di terrorismo. Le autorità russe lo hanno poi privato della sua cittadinanza ucraina e lo hanno sottoposto a processo in un tribunale militare a Mosca come cittadino russo. Sebbene il testimone chiave dell’accusa abbia dichiarato in tribunale di aver testimoniato sotto tortura, Sentsov è stato condannato per terrorismo e condannato a vent’anni di prigione da scontare in una colonia penale a Labytnangi, una piccola città siberiana sopra il Circolo Polare Artico.

Il presidente del gruppo socialdemocratico S&D Udo Bullmann condivide questo premio. “Accogliamo con favore la scelta di Oleg Sentsov come premio Sakharov 2018. È un prigioniero politico – sottolinea il politico tedesco – che non avrebbe mai dovuto trascorrere un solo giorno in prigione. La libertà di parola è un ideale cui rimarremo sempre legati e speriamo che questo premio guiderà le autorità russe sulla strada giusta – per liberare immediatamente lui e tutti i giornalisti imprigionati ingiustamente”.

Il leader del gruppo dei liberali Alde, Guy Verhofstadt, ha sostenuto che “la storia di Oleg Sentsov è quella di più di 65 altri cittadini ucraini imprigionati dal regime di Putin per ragioni puramente politiche, con l’obiettivo di mettere a tacere ogni cittadino della Crimea che oserebbe contestare o criticare l’annessione della Russia”. Verhofstadt ricorda che “Sentsov è stato rapito dal suo Paese, minacciato di tortura e incarcerato in Russia con accuse inventate, senza accesso a un processo equo. Spero che questo premio aiuti Sentsov e tutti gli ucraini arrestati o condannati in Russia per ragioni solo politiche a essere di nuovo liberi e in grado di tornare nel loro paese d’origine”.

Gli altri due finalisti erano 11 organizzazioni non governative che salvavano i migranti che attraversavano il Mar Mediterraneo e Nasser Zefzafi, leader del movimento di protesta di massa marocchino, Hirak.

La cerimonia ufficiale di consegna del premio Sacharov si terrà a Strasburgo il 12 dicembre, con ogni probabilità in assenza del premiato.

Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo. È stato istituito nel 1988 per onorare singole persone e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali. Il 2018 segna i 30 anni dalla prima assegnazione del Premio Sakharov.

L’anno scorso, il premio è stato assegnato all’opposizione democratica in Venezuela. Prende il nome in onore del fisico sovietico e del dissidente politico Andrei Sakharov.