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Strumento Pmi, Italia secondo Paese Ue per finanziamenti all'innovazione

Strumento Pmi, Italia secondo Paese Ue per finanziamenti all'innovazione

La Commissione ha pubblicato l'elenco dei nuovi soggetti selezionati per ricevere contributi comunitari. Su 246 piccole e medie imprese selezionate, 28 sono made in Italy. Meglio solo la Spagna

Bruxelles – Ci sono anche 28 piccole e medie imprese italiane tra i 246 innovatori selezionati dalla Commissione europea per il prossimo round di finanziamenti di programmi innovativi. Saranno 12,2 milioni di euro i fondi comunitari da ripartire tra tutti i soggetti ritenuti meritevoli di sostegno. Roma, Milano, Genova, passando per Nonantola (Modena), Pinerolo (Torino) e Voghera (Pavia), c’è un tessuto d’eccellenza tutto made in Italy su cui l’esecutivo comunitario ha deciso di puntare.

Tra i beneficiari spicca Revotree (Roma), che intende dare vita ad una piattaforma agronomica automatizzata e di apprendimento automatico per l’irrigazione ottimale, l’uso di pesticidi e fertilizzanti nelle aziende agricole. C’è poi Bettery (Massafra), col suo progetto di batterie a liquido ecologiche, a lunga durata e a ricarica rapida, per auto e veicoli a emissioni zero. Bloom Vet (Milano) convince l’Europa con il suo progetto di sistema di allerta rapida per malattie gastro-intestinali degli animali in agricoltura intensiva, mentre i modenesi di Sce colpiscono per il loro innovativo processo di smaltatura digitale delle piastrelle di ceramica. Ancora, l’azienda Sinergia di Onore (Bergamo) ottiene la selezione per il progetto di micro-cogenerazione indotta per l’alta efficienza energetica delle reti di distribuzione del gas.

Sono solo alcuni dei tanti esempi di migliori pratiche su cui l’Ue decide di puntare, facendo dell’Italia il secondo Stato membro per numero di pmi finanziate, a riprova del valore del tessuto produttivo rappresentato dalle piccole e medie imprese. Solo la Spagna vede più aziende selezionate (33). La fase 1 dello Strumento per le pmi dell’Ue prevede la concessione di 50mila euro per l’elaborazione di studi di sostenibilità dei progetti. La fase 2, quella successiva, ogni progetto riceve dai 500mila euro ai 2,5 milioni di euro di finanziamento, a seconda dei casi, per la realizzazione.