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    Home » Non categorizzato » Ecco cosa ha detto Moscovici sull’Italia (Testo in italiano e originale francese)

    Ecco cosa ha detto Moscovici sull’Italia (Testo in italiano e originale francese)

    "Abbiamo applicato la stessa metodologia agli altri Stati membri". Sulla crescita "le nostre stime sono più prudenti delle stime del governo sui consumi e gli investimenti interni; riteniamo inoltre che l'aumento dei tassi di interesse avrà un impatto maggiore sulla spesa rispetto a quanto indicato nel progetto di bilancio".

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    8 Novembre 2018
    in Non categorizzato
    Pierre Moscovici

    Pierre Moscovici

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    Bruxelles – Ecco, parola per parola, quel che ha detto il commissario europeo per gli Affari Economici rispondendo alla domanda del collega David Carretta, di Radio radicale, durante la conferenza sulle previsioni economiche d’autunno della Commissione europea oggi a Bruxelles.

    “Grazie per la sua domanda, che mi dà l’opportunità di spiegare le discrepanze tra le nostre previsioni e le cifre presentate dalle autorità italiane lo scorso ottobre.

    1. Alcune questioni di carattere generale come introduzione

    • Prima di tutto, voglio dire molto chiaramente che l’Italia non è stata oggetto di alcun trattamento particolare. Abbiamo applicato la stessa metodologia agli altri Stati membri. I servizi della Commissione lavorano in modo indipendente e imparziale, il che assicura la credibilità di queste previsioni da molti decenni.

    • In secondo luogo, desidero sottolineare che esistono divari abituali tra la Commissione e gli Stati membri quando pubblichiamo le nostre previsioni a maggio e novembre. Non è dunque una situazione eccezionale. I più anziani tra voi ricorderanno le differenze di apprezzamento macroeconomico con i precedenti governi italiani. Voglio anche sottolineare che l’Italia non è sola in questa situazione nelle previsioni pubblicate oggi.

    • Infine, vi invito a confrontare le nostre previsioni di crescita con quelle delle altre istituzioni finanziarie internazionali così che possiate comprendere dove si colloca il consenso economico.

    1. In particolare, per quanto riguarda le previsioni italiane, voglio spiegare in modo più dettagliato le differenze su crescita, disavanzo e debito. Le ragioni sono in realtà molto semplici e non dovrebbero essere controverse.

    • In termini di crescita, la Commissione prevede un aumento dell’1,2% nel 2019, rispetto all’1,5% del governo. Questa differenza è dovuta principalmente a due fattori:

    o Le nostre stime sono più prudenti delle stime del governo sui consumi e gli investimenti interni;

    o Riteniamo inoltre che l’aumento dei tassi di interesse sulle obbligazioni italiane avrà un impatto maggiore sulla spesa rispetto a quanto indicato nel progetto di bilancio.

    • A coloro che pensano che le nostre previsioni di crescita per il 2019 siano troppo pessimistiche, vorrei dire che gli ultimi indicatori economici, di cui non abbiamo potuto tener conto in queste previsioni, indicano una situazione deteriorata nel terzo trimestre e per l’inizio del quarto trimestre 2018. Se questo rallentamento fosse confermato, avrebbe un impatto ancora maggiore sulle nostre previsioni per il 2019.

    • Per quanto riguarda il disavanzo pubblico, la Commissione stima che sarà pari al 2,9% del Pil nel 2019, rispetto al 2,4 del progetto di bilancio italiano. Anche qui, alcune precisioni utili.

    o Innanzi tutto, devo sottolineare che se rimuoviamo l’effetto di arrotondamento, il divario tra la nostra proiezione del disavanzo e quella delle autorità italiane è in realtà di 0,4, il che non è inusuale.

    o Questa differenza è dovuta a due motivi:

    ▪ La Commissione prevede entrate inferiori rispetto al progetto di bilancio per circa lo 0,2% del Pil, principalmente per le imposte sui consumi, le imposte sul reddito e contributi sociali, a causa della minore crescita, come ho appena spiegato

    ▪ Prevediamo anche una maggiore spesa statale in diversi settori, in particolare il servizio del debito per lo 0,1%. In effetti, prevediamo un tasso di interesse medio sulle obbligazioni italiane a 10 anni del 3,7% nel 2019 (contro il 3,3% indicato dal governo). Vorrei sottolineare che abbiamo applicato la metodologia abituale, come per gli altri Stati membri, vale a dire una stima dei tassi futuri basata sulla media dei 10 giorni precedenti la chiusura dei dati.

    o Prendo atto che abbiamo adottato nuovamente misure di finanziamento prima facie, anche se a volte le consideriamo troppo ottimistiche, in particolare la revisione della spesa.

    • Infine, per quanto riguarda il debito, prevediamo una stabilizzazione del 131% nel 2019 e nel 2020, mentre il governo prevede un leggero calo. È questa la conseguenza automatica delle diverse ragioni che ho appena esposto: meno crescita, un deficit più alto, tassi di interesse più alti”.

    Ecco il testo originale pronunciato in francese dal commissario Moscovici:

    “Merci de votre question qui me donne l’opportunité d’expliquer les écarts entre nos prévisions et les chiffres présentés par les autorités italiennes en octobre dernier.

    1. Plusieurs point d’ordre général tout d’abord
    • Tout d’abord, je veux dire très clairement que l’Italie n’a pas fait l’objet d’un traitement particulier. Nous avons appliqué la même méthodologie qu’aux autres Etats membres. Les services de la Commission travaillent de façon indépendante et impartiale, ce qui assurent la crédibilité de ces prévisions depuis plusieurs décennies maintenant.

    • Ensuite, je veux rappeler que des écarts sont habituels entre la Commission et les Etats membres lors de la publication de nos prévisions en mai et en novembre. Il ne s’agit donc pas d’une situation exceptionnelle. Les plus anciens d’entre vous se souviendront des différences d’appréciation macroéconomiques avec les gouvernements italiens précédents. Je veux aussi souligner que l’Italie n’est pas la seule dans cette situation dans les prévisions publiées aujourd’hui.

    • Enfin, je vous invite à comparer nos prévisions de croissance avec celles des autres institutions financières internationales et ainsi vous permettre d’apprécier où se situe le consensus économique.

    2. S’agissant des prévisions italiennes en particulier, je veux expliquer plus en détail les écarts sur la croissance, le déficit et la dette. Les raisons sont en fait très simples et ne doivent pas prêter à polémique.
    • Sur la croissance, la Commission prévoit une hausse de 1.2% en 2019, contre 1.5% pour le gouvernement. Cet écart s’explique principalement par deux facteurs :
    o Nos estimations sont plus prudentes que celles du gouvernement sur la consommation intérieure et l’investissement;
    o Nous estimons également que la hausse des taux d’intérêt sur les obligations italiennes aurait un impact plus important sur les dépenses que ce qui est indiqué dans le projet de budget.
    • A ceux qui pensent que notre prévision de croissance 2019 est trop pessimiste, je voudrais dire que les derniers indicateurs économiques, dont nous n’avons pas pu tenir compte dans ces prévisions, indiquent une situation dégradée au troisième trimestre et pour le début du 4ème trimestre 2018. Si ce ralentissement se confirmait, il impacterait encore davantage sur nos prévisions pour 2019.

    • S’agissant du déficit public, la Commission estime qu’il serait à 2.9% du PIB en 2019, contre 2.4 dans le projet de budget italien. Là aussi, quelques précisions utiles.
    o Tout d’abord, je dois préciser que si on enlève l’effet des arrondis, l’écart entre notre projection de déficit et celui des autorités italiennes est en fait de 0.4, ce qui n’est pas si inhabituel.
    o Cet écart s’explique par deux raisons :
    ▪ La Commission anticipe des recettes plus faibles par rapport au projet de budget pour environ 0.2% du PIB, principalement sur les taxes à la consommation, l’impôt sur le revenu et les contributions sociales, en raison d’une croissance moins forte comme je viens de l’expliquer.
    ▪ Nous anticipons aussi davantage de dépenses de l’Etat, dans plusieurs catégories, en particulier le service de la dette pour 0.1%. En effet, nous prévoyons un taux d’intérêt moyen sur les obligations italiennes à 10 ans de 3.7% en 2019 (contre 3.3% pour le gouvernement). Je tiens à préciser que nous avons appliqué la méthodologie habituelle, comme aux autres Etats membres, à savoir une estimation des taux futurs basée sur la moyenne des 10 jours précédents la clôture des données.
    o Je précise que nous avons repris les mesures de financement prima facie, même si parfois nous les jugeons trop optimistes, notamment le spending review.

    • Enfin, s’agissant de la dette, nous prévoyons une stabilisation à 131% en 2019 et 2020, alors que le gouvernement prévoit une légère baisse. C’est en fait la conséquence mécanique des différentes raisons que je viens de donner : moins de croissance, une hausse déficit, des taux d’intérêts plus élevés”.

    Tags: commissione europeadebitodeficitmanovraPierre MoscoviciPilprevisioni economiche

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