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    Home » Politica » Tajani: “L’Europa non si distrugge, si cambia. Quella che c’è non è efficace”

    Tajani: “L’Europa non si distrugge, si cambia. Quella che c’è non è efficace”

    Il presidente del Parlamento europeo alla tavola rotonda di Eunews a Roma: "Gli ultimi 10 anni di crisi hanno frenato un processo virtuoso. E’ venuto in parte meno lo spirito di solidarietà tra Paesi, vero motore del processo d’integrazione"

    Angelo Di Silvio</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AngeloDiSilvio3" target="_blank">@AngeloDiSilvio3</a> di Angelo Di Silvio @AngeloDiSilvio3
    22 Novembre 2018
    in Politica
    Antonio Tajani

    Antonio Tajani

    Roma – L’Europa non si distrugge si cambia. Parola di Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento e candidato (in pectore) per un prossimo mandato. In un messaggio inviato al direttore di Eunews, Lorenzo Robustelli, e ai partecipanti della quinta edizione di ‘How can we govern Europe?’ (segui qui la diretta) che si svolge oggi e domani a Roma al Senato, Tajani ha ribadito che per rispondere alle sfide di portata epocale, come la gestione delle crisi migratorie, la sicurezza, la disoccupazione e il cambiamento climatico, l’Europa non va distrutta, l’Europa va cambiata”.

    A giudizio di Tajani “serve un’Europa più politica, che sia davvero capace di dare risposte efficaci ai cittadini. Una politica incapace di rispondere al diffuso senso d’insicurezza alimenta la rabbia e facilita il lavoro dei venditori di illusioni”. Per farlo, sostiene il presidente dell’Europarlamento “dobbiamo ripartire dalle conquiste importanti ottenute negli ultimi 70 anni e di cui siamo fieri, come pace, prosperità, libera circolazione e frontiere aperte”.

    “Gli ultimi 10 anni di crisi, tuttavia, hanno frenato questo processo virtuoso. E’ venuto in parte meno lo spirito di solidarietà tra Paesi, vero motore del processo d’integrazione. L’Italia – ha ricordato – ha perso 1/4 della base manifatturiera e 1/3 degli investimenti, tornando al livello di PIL degli anni ’90 e per la prima volta da decenni, le nuove generazioni hanno prospettive peggiori dei propri genitori”. Ora è il momento di tornare ai valori che fondarono la Ue, ha aggiunto Tajani spiegando di essere “ottimista”.

    “L’ultimo Eurobarometro del Parlamento – ha concluso – indica che un numero senza precedenti di cittadini dal 1983 ritiene positiva l’appartenenza all’Ue. Anche in Italia, oggi non certo tra i Paesi più euro entusiasti, vi è una maggioranza crescente del 57% che considera positivamente l’euro mentre meno di 1/3 degli italiani vorrebbe uscire dalla moneta unica”.

    Secondo il presidente dell’Europarlamento “muri e frontiere appaiono ‘antidoti rassicuranti’ contro una globalizzazione che sfugge al controllo dei cittadini. Ma queste ricette si rivelano velleitarie all’esame della realtà”.

    “Chi propone di rafforzare la sovranità e promuovere gli interessi nazionali allentando o rompendo i legami con l’Unione – aggiunge – inganna gli elettori. Rappresentiamo meno del 7% della popolazione mondiale e il 15% del PIL globale. Nel 2050 il solo continente africano avrà 5 volte la popolazione della Ue. Nessuno Stato europeo può competere da solo con Usa, Cina, Russia o India”. Per Tajani “solo esercitando insieme, a livello Ue, una parte della sovranità nazionale, possiamo davvero proteggere i cittadini”.

    “L’arma più efficace per contrastare chi vuole distruggere la nostra Unione – dice Tajani – sono risposte efficaci su immigrazione, sicurezza, disoccupazione o cambiamento climatico. Con onestà, dobbiamo dire che quest’Unione è lungi dall’essere efficace”.

    “Ma distruggere quanto realizzato finora – annota il presidente –  sarebbe un grave errore. Dobbiamo essere alfieri di un profondo rinnovamento non più rinviabile. La prima riforma è quella del ritorno al primato della politica. I cittadini vogliono che a guidare la macchina siano i rappresentanti che hanno eletto”.

    “La migliore risposta da dare  a chi vuole distruggere l’Unione – conclude Tajani – è ottenere risultati, senza i quali i cittadini ci volteranno le spalle. Sulla riforma di Dublino, che non può più aspettare; su un mercato interno più equo, dove tutti – anche i giganti del web – paghino le tasse e rispettino le regole; sulla protezione della creatività; sul completamento dell’Unione Bancaria; su una governance economica efficace e democratica; su un commercio aperto ed equo, dove si competa a parità di condizioni.  Dobbiamo batterci anche affinché la prossima campagna elettorale non sia contaminata da fake news mirate a manipolare la libera dei nostri cittadini”.

    Tags: antonio tajanielezioni europeeHow can we govern Europeintegrazioneparlamento europeosolidarietà

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