- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 29 Marzo 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Ue, il commercio internazionale è un “mostro giuridico” e le normative in materia poco integrate

    Ue, il commercio internazionale è un “mostro giuridico” e le normative in materia poco integrate

    A "How can we govern Europe" si discute sulla volontà o meno di armonizzare le regole a livello comunitario in vista di una tutela del consumatore. Scordamaglia: "Commissione Ue fa compromessi al ribasso". E intanto vige il caos normativo

    Caterina Ristori</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Caterina_Ue" target="_blank">@Caterina_Ue</a> di Caterina Ristori @Caterina_Ue
    23 Novembre 2018
    in Economia

    Bruxelles – Tema particolare, quello del commercio internazionale. Percepito da qualcuno, di solito collocato a piani decisionali piuttosto alti, come prioritario nel mondo sempre più globalizzato in cui viviamo. Considerato non certo allo stesso modo dai cittadini, interpellati a rispondere su cosa reputino più importante per loro, in un contesto integrato o che tale vorrebbe essere, come quello europeo.

    Eppure, quando si parlava di Ttip e poi anche ora, che si parla invece di Ceta, gli animi di quegli stessi cittadini si infiammano. “Ma sono accordi di partenariato completamente diversi”, sottolinea Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ospite all’evento “How can we govern Europe”. Il Canada, dice Covassi, è molto più simile all’Unione europea di quanto non lo siano gli Usa, per tutta una serie di similitudini su standard ambientali e alimentari. Si scaldano, gli italiani, ma il dato oggettivo è che l’accordo Ceta, dopo un anno dalla sua entrata in vigore in via provvisoria, ha portato buoni risultati: le esportazioni da Italia verso l’oltreoceano sono aumentate. Allora perché il dibattito italiano è stato così improntato alla critica dell’accordo? “Si è data la sensazione, con la secretazione delle trattative che ha caratterizzato la fase iniziale, che ci fosse qualcosa da nascondere: i cittadini si sono spaventati e ne è scaturito un dibattito ideologico”, realizza Luigi Scordamaglia, presidente uscente di Federalimentari e consigliere delegato di Filiera Italia.

    L’esempio del Ceta è solo uno degli aspetti della complessità del tema, e della distanza che spesso c’è tra le decisioni prese a livello istituzionale e quello che poi accade nella vita di tutti i giorni del cittadino, quando va al supermercato a fare la spesa. “Eppure le due cose sono legate a doppio filo”. Lo dice senza giri di parole l’avvocato Francesco Sciaudone, ma il problema non è questo. Il problema nasce nella misura in cui manca un’armonizzazione a livello europeo delle regole. Quali regole?

    “Sulle decisioni importanti, come quelle sull’origine delle materie prime o sull’etichettatura nutrizionale, la Commissione europea si rivela incapace di prendere posizione e preferisce delegare agli Stati membri”. Colpisce dritto Scordamaglia. Ricordando che, quando critica l’esecutivo comunitario, lo fa tenendo presente la volontà dei singoli Paesi che spesso è diversa da quella, tesa all’armonizzazione, europea. “Ma mi aspetto che la Commissione smetta di accettare compromessi al ribasso”.

    Anche perché, per come stanno ora le cose, in Europa vige un “sistema disordinato”, un vero e proprio “mostro giuridico”, come lo chiama Sciaudone, in cui non si tiene conto della legislazione già vigente o non si tenta un approccio comunitario ai problemi. E così si creano situazioni come quella dell’etichettatura ‘a semaforo’, adottata dalla Gran Bretagna e che sembra voler essere introdotta anche in altri Paesi (come la Francia) per semplificare la vita ai consumatori. Non fosse altro che, in base a questa riduzione al’’osso dell’informazione in vista della semplicità di comprensione per i non addetti ai lavori, la Coca Cola ottiene un bel semaforo “verde” perché povera di lipidi, mentre Parmigiano e olio nostrano sono bocciati con un “rosso”. Qualche microgrammo di grasso di troppo, sembrerebbe.

    In tutto questo, l’Europa cosa fa? C’è voglia di armonizzazione o no? A parole, sì. Ci sono incontri, tavoli di consultazione tra la Commissione Ue e i vari rappresentanti a livello nazionale. Grande clima collaborativo, “almeno finché non si tratta di passare dalle parole ai fatti”, taglia corto Scordamaglia. A quel punto, si va al compromesso al ribasso a cui abbiamo già accennato. Viene da chiedersi, allora, se davvero ha senso parlare di “progetto europeo”.

    Se c’è volontà di armonizzazione, per Sciaudone, è imprescindibile che la si raggiunga con “scelte a livello macro”. “Se vogliamo avere ancora un’Europa, cosa che auspico, dobbiamo decidere come farla funzionare. A scontare i problemi del caos giuridico che è stato creato sono le imprese, i lavoratori”, chiarisce.

    Ricorda poi che per la prima volta, nell’Ue, si è deciso di “disciplinare le regole dei cittadini non come soggetti politici, ma come consumatori”. E forse è proprio da lì che si può ripartire per la costruzione di un’idea di Europa, perché “si produce, si coltiva, si informa sugli alimenti perché c’è un cliente. E il cliente è un cittadino consumatore”.

    Tutto sta, ovviamente, nel decidere. Vogliamo un’Europa più forte o no? Se la risposta è positiva, allora dobbiamo essere disposti a derogarle più poteri. Ricordando sempre il “branding”, spesso invece dimenticato: la qualità dell’Europa, dei suoi valori, che rappresentano un vantaggio competitivo che deve essere fatto valere. Lo standard europeo riguardo a tutela dei diritti, qualità dei prodotti, tutela ambientale non ha uguali nel mondo. “Dobbiamo smetterla di percepirlo come un limite e cominciare a presentarlo come vantaggio competitivo”, afferma la numero uno della rappresentanza italiana dell’esecutivo europeo.

    In caso contrario, come dice Covassi, “si tornerà indietro, si tornerà alla negoziazione dei parlamenti nazionali”. E in questo la Brexit può rappresentare un monito: la Gran Bretagna, una volta uscita dall’Ue, dovrà rinegoziare più di 700 trattati. “È un momento particolare, in cui dobbiamo capire che cosa vogliamo. E in base a quello, andare avanti”.

    Tags: armonizzazioneBeatrice CovassibrexitCetaCommercio internazionaleCommissioneUecompetitivitàeuropafederalimentareFederalimentariintegrazioneluigi scordamagliaTtiptutela del consumatore

    Ti potrebbe piacere anche

    Raffaele Fitto [Credits: EU Commission]
    Politica

    Gli Stati UE hanno riallocato 12 miliardi di euro dalla politica di Coesione alla difesa

    25 Marzo 2026
    Il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, in commissione Giuridica [Bruxelles, 24 marzo 2025. Foto: Philippe Buissin/European Parliament]
    Politica Estera

    Iran, Dombrovskis: “Non sappiamo in quale scenario ci troviamo”

    24 Marzo 2026
    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini. Fonte: Alessia Mastropietro, via Imagoeconomica
    Economia

    Coesione, bilancio, politica agricola, appalti: le priorità di Confcooperative per l’UE

    24 Marzo 2026
    Economia

    Aumenta il deficit dell’area euro a gennaio, crolla l’export verso gli USA

    20 Marzo 2026
    [Foto: European Council]
    Economia

    Semplificazione e rimozione delle barriere, ‘sì’ dei leader all’agenda UE per la competitività

    20 Marzo 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mandatory Credit: Photo by dts News Agency Germany/Shutterstock (16578817aj)

    Il governo ungherese ha denunciato un noto giornalista per spionaggio a favore dell’Ucraina

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Marzo 2026

    Budapest accusa Szabolcs Panyi di aver collaborato con agenzie di intelligence straniere per catturare le conversazioni tra il ministro degli...

    Quasi 1,2 milioni di nuovi cittadini nell’UE nel 2024, Italia seconda per naturalizzazioni

    di Caterina Mazzantini
    27 Marzo 2026

    I dati di Eurostat mostrano un aumento del 12 per cento rispetto al 2023. In Germania, Spagna e Italia si...

    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    di Giulia Torbidoni
    27 Marzo 2026

    Il procedimento intentato da giuristi e vittime palestinesi che celebrano il risultato: Un pronunciamento "storico". Ora il giudice chiede a...

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Marzo 2026

    Il commissario per l'Economia condivide gli scenari derivanti dal conflitto nel golfo Persico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione