Bruxelles – Semplificazione, digitalizzazione, autonomia e fine delle dipendenze straniere di qualunque natura. Interconnessioni, riconoscimento delle qualifiche professionali ovunque e poi ancora superamento delle frammentazioni ancora esistenti. L’agenda per la competitività c’è, i leader chiedono ora di “attuarla con urgenza“, da subito. Il vertice del Consiglio europeo produce approvazione e sostegno al programma di lavoro messo a punto già il mese scorso dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il cui nome – ‘Un’Europa, un mercato’ – è una dichiarazione di intenti che trova la benedizione dei Ventisette.
Le conclusioni di fine lavori sembrano offrire a una prima occhiata indicazioni vaghe e forse precipitose, poiché viene detto di “attuare nel 2026 dove possibile, e al più tardi nel 2027”, ma a guardare l’agenda allegata alle conclusioni si ha quel calendario serrato e scadenzato che anche il Parlamento europeo chiedeva. E dunque ecco la tabella di marcia: proposta di dichiarazione elettronica per lavoratori distaccati entro giugno di quest’anno, revisione del meccanismo ETS (il sistema di scambio quote emissioni, ndr) a luglio, relazione sulla competitività bancaria in estate. Quindi, dopo le vacanze estive e fino alla fine del 2026 il programma prevede portafoglio elettronico per le imprese, rafforzamento delle garanzie per l’immissione dei prodotti sul mercato, risoluzione dei problemi relativi alla frammentazione dei requisiti di etichettatura e confezionamento dei prodotti, accordo su tutti i pacchetti omnibus di semplificazione in sospeso, mappatura delle dipendenze nei settori strategici, pacchetto reti, euro digitale.
Il 2027 sarà invece l’anno dedicato alla rimozione di quelle che la Commissione europea considera le “10 terribili barriere” alla competitività e al pieno funzionamento del mercato unico. Individuate nella strategia per il mercato unico dello scorso anno, si tratta di complessità nella costituzione e gestione delle imprese, normative UE eccessivamente complesse, riconoscimento delle qualifiche professionali, ritardi nella definizione degli standard utili all’innovazione, normative frammentate in materia di imballaggio e gestione, dei rifiuti, normative armonizzate obsolete sui prodotti e mancanza di conformità dei prodotti, regolamentazione restrittiva e troppo divergente dei servizi nazionali, procedure onerose per il distacco temporaneo dei lavoratori, vincoli territoriali di fornitura. Su tutto questo l’obiettivo è ottenere “progressi tangibili”.
Non finisce qui. “Adatteremo la nostra politica in materia di concorrenza“, annuncia von der Leyen nel corso della conferenza stampa di fine lavori. “La concorrenza globale è cambiata e di conseguenza devono cambiare anche le nostre regole”, e dunque, anticipa, “stiamo rivedendo con urgenza le nostre linee guida sulle fusioni”, e anche in questo caso si intende fare in fretta: “La bozza verrà presentata ad aprile“, assicura la presidente dell’esecutivo comunitario, che sempre per aprile intende avere la firma dell’agenda di competitività con obiettivi e scadenze in occasione del vertice informale dei leader di fine mese (23 e 24 aprile), per poterla presentare ufficialmente in pompa magna.
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