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Da Fondo monetario e Ue dubbi sulla sostenibilità dell'Italia. Tria:
Il commissario per gli Affari economici, Pierre Moscovici (sinistra), con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

Da Fondo monetario e Ue dubbi sulla sostenibilità dell'Italia. Tria: "Non siamo un rischio"

Gli aggiornamenti del FMI al suo rapporto economico inseriscono il Paese tra le tre principali criticità, mentre Moscovici ammette "preoccupazione per 2019, 2020 e 2021". Il ministro dell'Economia respinge tutte le accuse

Bruxelles – L’Italia è un problema di tutti. Per il Fondo monetario internazionale (FMI) è uno dei tre fattori di crisi potenziale assieme a Cina e Brexit, mentre in Commissione europea non si nasconde che sullo stato dei conti pubblici italiani e la sostenibilità del debito “permangono dubbi non solo per il 2019, ma anche per il 2020 e il 2021”, come riconosce il responsabile per gli Affari economici, Pierre Moscovici.

L’Eurogruppo, che non aveva l’Italia in agenda, diventa una riunione con l’Italia al centro della discussione. Da una parte le stime del FMI nell’aggiornamento alle prospettive economiche globali (World Economic Outlook), che tagliano le stime di crescite della Penisola, dall’altra le richieste di spiegazione da parte dei Paesi Bassi sulla mancata apertura della procedura per deficit eccessivo legata al debito contro Roma. Con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria chiamato a rispondere colpo su colpo.

“Non credo che l’Italia sia oggi un rischio né per l’Europa né un rischio globale”, sostiene il titolare del dicastero di via XX settembre. “La nostra finanza pubblica non corre alcun pericolo”. E poi, continua, “manovre correttive si fanno se le entrate e le uscite, come da noi stimate, dovessero cambiare”. Non è questo il caso, e quindi “parlare di manovra correttiva in questo momento è assolutamente sbagliato”.

Dal titolare del Tesoro arriva poi l’affondo anche al FMI. I rischi non sono tre, ma quattro. “Il quarto rischio sono le politiche consigliate dal Fondo monetario”, che invece di permettere politiche fiscali espansive in tempi di recessione, impone restrizioni controproducenti. “Io credo che sia sbagliata la politica di mettere da parte cuscinetti per poter reagire in caso di crisi. Questa è la tesi di chi non vede che in questo modo si crea la crisi”. Non solo. “In questo momento non si riconosce che il problema della crescita non è solo un problema dell’Italia e che in un momento in cui i tassi di interesse sono così bassi ci sono le condizioni per spingere sugli investimento anche a deficit”.

Nel dibattito senza fine austerità-flessibilità si collocano i falchi olandesi. Avrebbero voluto provvedimenti contro l’Italia, che si è impegnata a fare correzioni di portata minore del previsto. Moscovici lascia intendere che si tornerà sull’argomento. “Abbiamo evitato un stupida crisi tra Roma e Bruxelles che non avrebbe giovato a nessuno, ora è fondamentale l’attuazione” delle misure concordate. L’Italia, dunque, resta sotto osservazione. “Seguiamo la situazione da molto vicino”.

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