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    Home » Politica » Il Parlamento europeo si impone più trasparenza, e non passa l’emendamento “anti populisti”

    Il Parlamento europeo si impone più trasparenza, e non passa l’emendamento “anti populisti”

    Fabio Massimo Castaldo: "Il tentativo antidemocratico e illegittimo di PPE, S&D e ALDE è fallito". I deputati con incarichi chiave dovranno rendere pubblico l'elenco dei lobbisti che incontrano

    Perla Ressese di Perla Ressese
    31 Gennaio 2019
    in Politica
    Isis, Parlamento europeo, libertà di culto, religioni

    L'Aula del parlamento europeo

    Bruxelles – Più trasparenza nel lavoro dei parlamentari europei, ma niente vincoli politici sulla formazione dei gruppi. Il Parlamento europeo ha approvato oggi alcune modifiche al suo regolamento, la più discussa delle quali, inizialmente proposta dal socialdemocratico tedesco Jo Leinen, e tesa ad rendere difficile la formazione di gruppi “populisti” non è passata per un soffio.

    Pur avendo raggiunto la maggioranza dei voti, ne sono sono mancati una ventina alla maggioranza assoluta, necessaria proprio a tutela delle minoranza parlamentari, per cui anche nella prossima Assemblea varranno le solite regole per la formazione di un gruppo parlamentare, che dovrà avere almeno 25 deputati di almeno 7 Paesi dell’Unione. La proposta nata da Leinen invece voleva imporre la verifica di una “omogeneità” politica tra le forze che si uniscono, allo scopo di evitare la formazione di gruppi disomogenei, che non hanno un comune riferimento politico europeo come un partito comune, e che stanno insieme, denunciava Leinen, solo in maniera strumentale allo scopo di avere i vantaggi economici e di incarichi politici nelle varie posizioni dell’Assemblea e non perché condividono un programma politico.   L’unica novità l’ha portata un altro emendamento, che invece è stato approvato, che prevede che i singoli deputati che aderiscono ad un gruppo debbano firmare un documento nel quale si esprime affinità politica con gli altri componenti. Nessun organo parlamentare potrà però sindacare la formazione del gruppo, come invece proponeva l’emendamento Leinen.

    Molto soddisfatto è Fabio Massimo Castaldo, l’esponente dei Cinque stelle (e vice presidente del Parlamento) che per primo condannò la proposta di Leinen: “Il tentativo antidemocratico e illegittimo di PPE, S&D e ALDE è  fallito – sottolinea in una nota -. Nonostante le manovre per impedirne persino la discussione in Aula, gli emendamenti di modifica del regolamento del Parlamento europeo che avrebbero conferito alla maggioranza del Parlamento europeo il potere di decidere della vita dei gruppi politici scomodi sono stati respinti. Vince la democrazia, vincono i cittadini”. Con questo voto, aggiunge Castaldo, “grazie all’impegno del Movimento 5 Stelle siamo riusciti a garantire, anche nel prossimo Parlamento, il lavoro dei gruppi di opposizione”.

    Le principali modifiche al regolamento del Parlamento adottate oggi riguardano le norme di comportamento dei deputati (comprese le regole sulla trasparenza e le misure per prevenire le molestie psicologiche e sessuali), le interrogazioni parlamentari al Consiglio dei ministri dell’UE e alla Commissione europea.

    Il regolamento modificato è stato approvato con 496 voti favorevoli, 114 contrari e 33 astensioni. Era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati.

     Maggiore trasparenza

    Gli attori chiave del processo legislativo, ovvero i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione, dovranno pubblicare online, per ogni relazione legislativa, tutte le riunioni programmate con i lobbisti che rientrano nell’ambito di applicazione del registro per la trasparenza. Gli altri deputati non sono obbligati, ma sono incoraggiati a fare lo stesso.

    Inoltre, il sito web del Parlamento dovrà essere aggiornato dal punto di vista tecnico per consentire ai deputati di pubblicare le informazioni sull’utilizzo dell’indennità per le spese generali.

     Norme di condotta e sanzioni

    Le nuove norme prevedono che i deputati debbano astenersi da: “comportamenti scorretti” (ad esempio, esporre striscioni nelle sedute plenarie), dall’usare un “linguaggio offensivo” (ad esempio, diffamatorio, o di incitamento all’odio o alla discriminazione) e dovranno astenersi dal fare molestie psicologiche o sessuali.

    Il codice di condotta del Parlamento sarà ora integrato al regolamento e i deputati dovranno impegnarsi a rispettarlo con una dichiarazione scritta. Qualora un deputato si rifiutasse di firmare la dichiarazione, non potrà essere eletto a una carica in seno al Parlamento o ai suoi organi, né essere nominato relatore, far parte di una delegazione ufficiale o partecipare ai negoziati interistituzionali (triloghi). Una violazione di tali norme da parte di un deputato potrà portare a sanzioni.

     Fondazioni e partiti politici europei

    Secondo i trattati, “i partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione”. Un’organizzazione deve soddisfare condizioni specifiche per potersi qualificare come partito politico europeo o fondazione europea. Secondo le nuove regole, un gruppo di almeno cinquanta cittadini può presentare una richiesta motivata al Parlamento europeo per chiedere all’autorità per i partiti politici e le fondazioni europee di verificare se un determinato partito o fondazione politica europea soddisfi tali requisiti.

    La riforma comprende anche delle misure sulle interrogazioni parlamentari, in particolare al Consiglio UE e alla Commissione europea, le consultazioni delle commissioni parlamentari sulle informazioni riservate, le regole sulle commissioni permanenti, la votazione degli emendamenti e gli intergruppi parlamentari.

    Tags: elezioni europeeFabio Massimo Castaldogruppi parlamentariparlamento europeotrasparenza

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