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Da Bce nuovo programma di prestiti alle banche. Draghi:

Da Bce nuovo programma di prestiti alle banche. Draghi: "Italia pesa su rallentamento eurozona"

Il consiglio dei governatori adotta all'unanimità il III piano di operazioni di rifinanziamento di lungo termine. Da settembre 2019 a marzo 2021 prestiti agevolati per favorire il credito. Il presidente: "Accelerare le riforme strutturali"

Bruxelles – Prestiti a tassi agevolati alla banche, così da permettere credito e rimettere in moto l’economia. La Banca centrale europea tenta di dare una nuova boccata d’ossigeno all’Eurozona nuovamente in affanno con una misura chiara negli intenti ma tutta da verificare negli esiti. Il presidente della Bce, Mario Draghi, annuncia la misura nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine riunione del consiglio direttivo. Le nuove operazioni di rifinanziamento di lungo termine (TLTRO3) partiranno a settembre di quest’anno per terminare a marzo 2021.

“Queste nuove operazioni – spiega Draghi- aiuteranno a mantenere condizioni di credito favorevoli per le banche e aiuteranno con una trasmissione efficace della politica monetaria”. Nello specifico queste agevolazioni bancarie dovranno servire a stimolare l’economia reale attraverso “incentivi per condizioni di credito”. Se e quanto le banche concederanno prestiti a famiglie e imprese rimane da vedere, anche se la concessione di denaro liquido è legata proprio a questo.

La misura adottata “all’unanimità” a Francoforte si spiega con la necessità di salvaguardare l’andamento economico. “Riteniamo molto basse le probabilità di recessioni”, tiene a precisare il presidente della Bce, consapevole che comunque “il debole slancio economico sta rallentando”. Occorre fare qualcosa, visto e considerato che gli Stati sono indietro nel completamento del percorso di riforme. “L’attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’Area euro deve essere notevolmente rafforzata per aumentare la capacità di resistenza, ridurre la disoccupazione strutturale e promuovere la produttività e il potenziale di crescita”.

Dopo la fine del Quantitative Easing, il vasto programma di acquisto di titoli pubblici, Draghi vara quindi le nuova misure a sostegno dell’economia dell’eurozona. Non più liquidità nelle casse dei governi, ma iniezione di liquidità nelle banche degli Stati membri attraverso prestiti a tassi praticamente a zero. Gli istituti di credito non dovranno in sostanza pagare gli interessi alla Bce. E’ il terzo esperimento di questo tipo, dopo quelli decretati nel 2014 e nel 2016.

Ma al di là delle misure prese a Francoforte, molto dipenderà dalle misure che verranno adottate a Roma, perché l’Italia pesa sul rallentamento dell’economia dell’Eurozona, dove Draghi osserva che “c’e’ un calo della fiducia che si riflette nei vari settori e nei vari Paesi”. Cita la Germania tra gli esempi di fattori interni, con la crisi che ha colpito il comparto automobilistico. ”Ma ci sono anche altri fattori, e uno dei questi è certamente l’Italia”.