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Brexit, Juncker e May firmano nuovi allegati
Jean-Claude Juncker e Theresa May

Brexit, Juncker e May firmano nuovi allegati "legalmente vincolanti". A Londra si lavora per convincere i riottosi

Nella notte a Strasburgo il presidente della Commissione e la premier si accordano per nuove garanzie sul backstop. Gualtieri: "Noi aperti a stretta relazione, ma l'uscita dall'UE resta un errore storico"

Bruxelles – Altri tre documenti per tranquillizzare i deputati britannici più dubbiosi. Jean-Claude Juncker e Theresa May ieri notte a Strasburgo nell’ennesimo vertice sulla Brexit hanno firmato intese che puntano a dare ulteriori certezze sul (non) utilizzo del backstop per il confine irlandese dopo la separazione del regno dall’Unione. Le reazioni a Londra sulle prime non sono state però positive, e le posizioni alla Camera dei Comuni restano più o meno le stesse di sempre. In un suo parere legale l’Attoney General Geoffrey Cox afferma che queste nuove intese “riducono il rischio” che il Regno Unito resti bloccato dentro il backstop, ma “il rischio rimane”. Un parere (tre pagine, 19 punti) che complica ulteriormente la situazione mentre in queste ore May sta incontrando i suoi parlamentari per convincerli ad approvare l’intesa siglata con Bruxelles e che sarà votata questa sera.

Il primo documento siglato dal presidente della Commissione e dalla premier afferma che il Regno Unito potrebbe avviare una controversia in un tribunale arbitrale per fermare il meccanismo di backstop nel caso in cui l’UE non volesse lasciarlo uscire, il secondo ribadisce che l’UE e il Regno Unito cercheranno di trovare soluzioni alternative al backstop entro la fine del 2020, mentre il terzo è una dichiarazione unilaterale britannica in cui il Regno Unito statuisce che potrà lasciare il backstop se i colloqui sugli accordi alternativi fallissero.

May e Juncker hanno sottolineato che, così come chiede buona parte dei parlamentari che hanno bocciato l’accordo a gennaio, questi documenti hanno carattere “legalmente vincolante”. “Il backstop non sarà mai una trappola, se una delle parti agisse in malafede c’è un modo legale, per l’altra, per uscirne”, ha spiegato Juncker.

Secondo l leader laburista Jeremy Corbyn però l’accordo “non contiene nulla che si avvicini ai cambiamenti che Theresa May ha promesso al Parlamento e che spinga i suoi parlamentari a votare l’accordo con l’UE”, e sulla stessa linea lo seguono anche alcuni parlamentari conservatori.

Il voto (il secondo dopo la bocciatura di gennaio) sull’accordo siglato da May e dall’Unione europea dovrebbe tenersi questa sera alle 20.00 (ora di Bruxelles), ma a Londra si inseguono voci su un suo possibile rinvio a domani, per permettere ai deputati di leggere nel dettaglio i documenti firmati a Strasburgo ieri notte.

“Per noi la Brexit sarà sempre un tragico errore. Tuttavia, l’UE ha lavorato in modo costruttivo per garantire che il Regno Unito lasci l’Unione Europea in modo ordinato. È chiaro, dall’accordo di ieri sulla dichiarazione congiunta vincolante, che l’UE ha continuato a farlo fino all’ultimo minuto. Non ci saranno ulteriori concessioni: l’accordo che il Parlamento britannico voterà stasera è quello finale”.  Lo afferma – in una nota congiunta con il capogruppo S&D Udo Bullmann – Roberto Gualtieri, Eurodeputato del Partito Democratico e membro del team negoziale Brexit Steering Group dopo aver partecipato all’incontro con il Primo Ministro britannico Theresa May e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani e alla successiva riunione notturna con Jean-Claude Juncker, Michel Barnier e Martin Selmayr, che hanno illustrato al Parlamento l’accordo raggiunto sulla Brexit.

“Certo – conclude Gualtieri – se il Parlamento britannico respingerà l’accordo, allora bisognerà cambiare impostazione. Noi saremo sempre aperti a una più stretta relazione tra l’UE e il Regno Unito così come un eventuale cambiamento di idea su un grave errore storico come quello della Brexit”.

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