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    Home » Cronaca » Transizione al buio? Il no deal spaventa i Britaly

    Transizione al buio? Il no deal spaventa i Britaly

    La comunità britannica lancia l'allarme: il decreto del governo italiano è poco chiaro, non sappiamo cosa accadrà ai nostri diritti.

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    28 Marzo 2019
    in Cronaca
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    Roma – Preoccupati. I britannici residenti in Italia ora temono l’hard Brexit, nonostante il governo italiano abbia promesso delle garanzie. Cittadinanza e protezione sanitaria rientrano nelle tutele previste dal decreto approvato la scorsa settimana (insieme alle norme transitorie sulle banche e gli operatori finanziari), ma per la comunità che vive e lavora da molti anni nel nostro Paese “non contiene i provvedimenti chiari necessari per assicurare i loro diritti nell’immediato futuro dopo Brexit”.

    Che il “no deal” spaventi parecchio lo esplicita l’associazione British in Italy che  pur apprezzando la volontà del governo italiano, segnala che “il decreto prevede un nuovo status che i cittadini britannici dovranno richiedere formalmente entro il 31 dicembre 2020, ma che non specifica quali saranno i diritti durante la fase di transizione”. Si sa solamente che la registrazione di residenza cesserà dal 31 dicembre 2020, prospettiva decisamente poco rassicurante.

    “Siamo qui unicamente perché siamo cittadini UE e la Brexit senza accordo ci fa perdere questi diritti”, ha spiegato Delia Dumareq, portavoce di British in Italy. “Sebbene saremo ancora legalmente residenti, non sappiamo cosa succederà agli altri diritti che abbiamo in virtù della nostra cittadinanza europea come il diritto alle cure sanitarie, a poter lavorare, dal giorno dopo l’uscita del Regno Unito”.

    Il decreto prevede che britannici e nordirlandesi residenti da almeno cinque anni in Italia, possano chiedere il permesso di soggiorno UE di lungo periodo. Ma questo diritto avrebbe dei limiti che per tanti potrebbe essere difficile soddisfare, perché prevede che la richiesta del nuovo status giuridico valga  soltanto “se non si saranno assentati dall’Italia per periodi di più di sei mesi e per un totale cumulativo di non più di dieci mesi nei cinque anni”.

    Poca chiarezza e un limbo sconosciuto,  riguarda anche la tutela alla salute che nel decreto viene garantita “in condizioni di reciprocità” con gli italiani residenti in UK. Un lodevole principio (previsto anche nei capisaldi del diritto internazionale) ma che in assenza di un accordo bilaterale tra i due Paesi  vale al pari di una promessa. E per sapere come andrà a finire si dovrà attendere il dopo Brexit.

    Tags: brexitBritish in Italycittadinanza Uehard brexititaliaItalia-UK

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