Bruxelles – “I leader di quattro principali gruppi politici sono d’accordo sul processo politico” per la scelta del presidente della Commissione europea, per il resto del collegio e per la legislatura tutta. Di fatto è nata la “nuova maggioranza” al Parlamento europeo, che non ha niente a che fare con gli annunci di successo dei partiti sovranisti lanciati prima delle elezioni europee e che invece suggella un patto tra forze europeiste, come hanno chiesto la maggior parte degli elettori europei.
Una nota emessa ieri sera dai capigruppo di popolari, socialisti, liberali e verdi annuncia che si è svolto tra loro un secondo incontro nel quale si è “concordato un processo politico volto a definire un’ambizione comune per la prossima legislatura”. Un’alleanza che, se confermata poi nei fatti, sposta un po’ a sinistra il tradizionale equilibri di Strasburgo, marcando però, in primo luogo, l’impronta europeista che si intende dare a questa legislatura. Questo accoro, scrivono in una nota congiunta gli attuali capigruppo Manfred Weber, Udo Bullmann, Guy Verhofstadt, Ska Keller e Philippe Lamberts (i verdi hanno due co-presidenti) “fornirà le basi su cui ci aspettiamo che l’imminente presidente della Commissione europea si impegni, per godere di una maggioranza ampia e stabile al Parlamento europeo”.
I lavori per la definizione del programma dovrebbero iniziare il 12 giugno e terminare in tempo per il prossimo Consiglio europeo di fine luglio.
“Siamo fortemente incoraggiati dal rilevante aumento del numero di nostri concittadini che hanno preso parte alle elezioni”, aggiungono i cinque, sottolineando che “il nostro intento comune è di impegnarci in modo costruttivo l’uno con l’altro, tenendo conto delle richieste di cambiamento che vengono dagli elettori, per dimostrare che l’Unione europea può offrire risposte a ciascuno e a tutti”.



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