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    Home » Politica » Patto per l’immigrazione, Von der Leyen tende la mano all’Italia

    Patto per l’immigrazione, Von der Leyen tende la mano all’Italia

    A Roma l'incontro con Conte, a cui ricorda: "La solidarietà non è unilaterale". Sul nome del commissario governo paralizzato

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    2 Agosto 2019
    in Politica
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    Roma –  “Un nuovo patto sull’immigrazione e l’asilo, servono soluzioni sostenibili”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha incontrato a Roma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e sul tema che più sta a cuore all’Italia mostra disponibilità con chiarezza di obiettivi. “Sappiamo che Italia, Spagna, Grecia sono geograficamente esposte: è fondamentale poter garantire la solidarietà ma ciò non è mai un processo unilaterale”. Ribadendo così, subito dopo, che per risolvere i problemi servono “risposte efficaci e umane”.

    A Palazzo Chigi per il giro delle capitali dopo l’elezione in Parlamento, von der Leyen ha sottolineato la necessità di collaborazione e del ruolo fondamentale dell’Italia, Paese fondatore e “culla della civiltà europea”. Un passaggio che rivela il rispetto ma anche la necessità di assunzione di responsabilità nel progetto europeo per “superare le divisioni e lavorare per una comunità forte all’altezza del sogno di Alcide de Gasperi”.

    Durante l’incontro, durato circa un’ora, è stato affrontato anche il tema del commissario designato che dovrà entrare nella squadra di von der Leyen. Un nome che ancora non c’è a causa di una trattativa tra Lega M5S cristallizzata sulla spaccatura nel governo avvenuta in occasione dell’elezione della tedesca alla guida della Commissione (M5S a favore e Lega contraria).

    Conte insiste nel “rivendicare un portafoglio di primo piano” perché “riteniamo che questo sia adeguato alle ambizioni e alle responsabilità che l’Italia vuole assumersi in questa legislatura”. Pronti a dare l’indicazione di “un candidato adeguato per competenza e capacità” ma il nome resta avvolto nel mistero, confuso nella girandola di personalità che creano ulteriori incertezze.

    Ursula von der Leyen, nelle dichiarazioni ai cronisti ha aggirato opportunamente l’argomento scivoloso ma in privato forse avrà ricordato al premier che 19 governi hanno già indicato il commissario designato, e che le competenze e l’autorevolezza saranno valutate con attenzione nell’assegnare le deleghe. In pratica, non bastano le mostrine di Paese fondatore per avanzare pretese eccessive, specialmente se fatte sul filo della scadenza fissata per il 26 agosto. Dal mese di settembre infatti saranno calendarizzate le audizioni pubbliche nelle commissioni competenti dei designati per poi procedere al voto del Parlamento dell’intera Commissione.

    Per ciò che riguarda i programmi della prossima legislatura Conte ha illustrato le priorità dell’Italia che passano per la modifica del regolamento di Dublino, per “un impulso alla crescita, le politiche per il lavoro con un riguardo a quello giovanile e al rilancio del mezzogiorno per cui chiediamo all’Europa pieno sostegno”. Dalla presidente della Commissione è stato assicurato “un ascolto attento” ma anche l’impegno per un appoggio dell’Italia, “perché l’Unione europea è il meglio che il nostro continente abbia mai avuto, ma c’è bisogno di investimenti, tempo, energia”. E a questo proposito, von der Leyen ha ricordato la sfida del cambiamento climatico: “Io vorrei che l’Europa fosse il primo continente neutro nel 2050, obiettivo molto ambizioso. Il tempo è poco dobbiamo agire subito”.

    Tags: agenda migranticlimate changecommissario designatogiuseppe conteimmigrazionemigrantiriforma di Dublinoueursula von der leyen

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