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L'Italia va fuori tempo massimo: come la Francia non ha ancora indicato il commissario Ue
Charles Michel e Didier Reynders

L'Italia va fuori tempo massimo: come la Francia non ha ancora indicato il commissario Ue

Il Belgio, tra le polemiche, indica il liberale Reynders


Bruxelles – Non è la sola, ma sarà tra i ritardatari probabilmente l’ultima: l’Italia, con la Francia (ma sembra che il nome da Parigi, probabilmente di una donna, Sylvie Goulard, arriverà in serata) non ha ancora indicato il suo candidato al posto di commissario europeo per la prossima Commissione, che inizierà a lavorare il primo novembre.

I ritardi del governo caduto in agosto e i negoziati per la formazione di un nuovo esecutivo non hanno permesso di operare la scelta, e ovviamente, viste le condizioni attuali, non c’è nessuno che possa intanto negoziare efficacemente per una posizione di interesse per l’Italia.

Il tempo concesso dalla presidenza di turno finlandese scade oggi, ma saranno necessari i tempi supplementari per arrivare ad una nomina prima dell’inizio degli esami che il Parlamento dovrà fare a tutti i candidati, previsti tra fine settembre e inizio ottobre.

Il governo britannico, in vista della Brexit che si vorrebbe esecutiva dal 31 ottobre, ha confermato che non nominerà un commissario.

Intanto il Belgio ha indicato il suo ministro degli Esteri, il liberale Didier Reynders, come commissario. Una scelta avvenuta tra le polemiche, poiché gli autonomisti fiamminghi dell’NVA, la maggior forza politica del Paese, dicono di non essere stati consultati, e i socialisti lamentano che il premier Charles Michel (che sarà il prossimo presidente del Consiglio europeo) ha scelto un uomo del suo partito. Che sia un francofono invece ci può stare, essendo stati fiamminghi gli ultimi due commissari belgi.

Dalla Commissione non arrivano richieste a far presto, ma si sottolinea che “prima si indicano i commissari designati meglio è, anche per i colloqui che i singoli candidati dovranno avere con la presidente eletta” Ursula von der Leyen prima di essere ammessi all’esame parlamentare. Una maniera per far capire, anche, che più tardi si arriva meno ci sarà da scegliere. Scadenze formali non ce ne sono, ma certo esiste la scadenza istituzionale del primo novembre, quando la nuova Commissione inizierà il suo mandato.