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La Commissione europea ai 27: prepararsi a un'uscita del Regno Unito senza accordo

La Commissione europea ai 27: prepararsi a un'uscita del Regno Unito senza accordo

Traporti, pesca e bilancio UE per il 2020 i tre settori da tutelare maggiormente nel caso di divorzio con no-deal

Bruxelles – Mancano otto settimane all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea – prevista per il 31 ottobre 2019 – e oggi la Commissione europea ha esortato l’UE a 27 a prepararsi a una separazione senza accordo.

Tenendo conto della situazione in cui versa il Regno Unito, la Commissione ritiene che il suo divorzio dall’Europa con no-deal sia sempre più probabile, per quanto non auspicabile. In quest’ottica è stata pubblicata oggi a Bruxelles una “lista di controllo dettagliata” per aiutare le imprese che commerciano con il Regno Unito a ultimare i preparativi. Inoltre, la Commissione ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio di apportare adeguamenti tecnici alle misure d’emergenza necessarie, in caso di mancato accordo, per i settori dei trasporti, per quello della pesca e per l’eventuale partecipazione del Regno Unito al bilancio dell’UE per il 2020.

Gli adeguamenti da applicare al primo settore riguardano, nello specifico, i collegamenti di base per il trasporto di passeggeri e merci su strada, nonché la connettività di base del trasporto aereo. Quanto al settore della pesca, la Commissione ha proposto di estendere per il 2020 l’approccio d’emergenza applicato nel 2019, che permette ai pescatori dell’UE e del Regno Unito l’accesso reciproco alle rispettive acque. Infine, sul tema del bilancio dell’UE, si vorrebbero mantenere le misure d’emergenza adottate per il 2019, in base alle quali Regno Unito e beneficiari britannici potranno partecipare ai programmi nel quadro del bilancio dell’UE e ricevere finanziamenti fino alla fine del 2020, se il Regno Unito soddisfa le condizioni già previste dal regolamento d’emergenza del 2019, versa il suo contributo al bilancio del 2020 e consente che siano effettuati i controlli necessari.

Infine, la Commissione ha proposto di mettere a disposizione il Fondo europeo di solidarietà e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per sostenere le imprese, i lavoratori e gli Stati membri più colpiti a seguito di una possibile uscita senza accordo. Tali proposte dovranno passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio.

Da Bruxelles è stato ribadito l’invito ai singoli portatori d’interesse a “prepararsi a ogni evenienza”, a fare il necessario e predisporsi al recesso del Regno Unito dall’UE.

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