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Sassoli a Le Monde: von der Leyen deve riflettere sui nomi di alcuni portafogli
David Sassoli e Ursula von der Leyen

Sassoli a Le Monde: von der Leyen deve riflettere sui nomi di alcuni portafogli

Secondo il presidente del parlamento europeo in Italia con il nuovo governo “è nata una grande speranza. Vi è grande fiducia nella nuova squadra”

Bruxelles – David Sassoli, presidente del parlamento europeo, insiste: alcuni nomi che la presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scelto per i portafogli dei suoi commissari meritano “una riflessione”, e più spazio va dato a giovani, ricerca, cultura. Lo dice in un’intervista concessa oggi al quotidiano Le Monde, nella quale aggiunge che in Europa con il nuovo governo in Italia “è nata una grande speranza”.

Sassoli, che ha incontrato von der Leyen più volte, ed anche questa mattina nella conferenza dei presidenti del Parlamento è convinto che la tedesca creda “davvero ai valori dell’articolo 2 del trattato dell’Unione: dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze, eccetera”. Però secondo il presidente del Parlamento “il legame che ha stabilito tra migrazione e ‘protezione’ non è chiaro… a mio parere dovrebbe riflettere su come integrare meglio questi valori nella definizione del portafoglio del futuro commissario. Anche i temi della ricerca, della cultura, della gioventù dovrebbero essere evidenziati (come chiedono anche un centinaio di scienziati, tra i quali alcuni premi Nobel, ndr). E il portafoglio del commissario per il Lavoro deve essere meglio definito attorno ai temi dell’Europa sociale”. A quanto si è appreso poi, durante la riunione con i vertici del parlamento von der Leyen avrebbe aperto a qualche modifica”

Secondo Sassoli poi il concetto di “protezione “ deve “in ogni caso riguardare tutti coloro che vivono in Europa, europei e non europei”.

Rispondendo poi a qualche domanda sull’Italia Sassoli ribadisce che “l’Europa è importante per l’Italia e l’Italia per l’Europa. Per un anno e mezzo, l’estrema destra di Matteo Salvini ha insopportabilmente scavato nel divario con l’Unione, ma ora è nata una grande speranza. Vi è grande fiducia nella nuova squadra al potere, che ha proposto un ex presidente del Consiglio come commissario europeo e ha nominato un altro filoeuropeo come ministro dell’economia e delle finanze”.