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Brando Benifei:
Brando Benifei, europarlamentare del Pd, durante uno intervento in Aula.

Brando Benifei: "L'Eurocamera non ha bisogno dei nazionalisti"

L'eurodeputato dem parla di una maggioranza costruita intorno a S&D, Liberali, Verdi e Popolari per affrontare insieme le prossime sfide per lo sviluppo sostenibile

Bruxelles – L’Eurocamera non ha “bisogno dei nazionalisti, il Parlamento ha già dimostrato che può farne a meno basta che si riesca a costruire un compromesso adeguato tra i gruppi”. Ne è convinto l’eurodeputato capo delegazione del Partito Democratico Brando Benifei, parlando alla stampa della maggioranza costruita intorno a S&D, Liberali e Popolari (che prevede un costante dialogo con i Verdi) per affrontare insieme le prossime sfide per lo sviluppo sostenibile.

“Non c’è dubbio – spiega l’eurodeputato dem –  che c’è un tema su cui ci misuriamo per costruire una nuova maggioranza un po’ più stabile e un po’ più certa: è il tema dello sviluppo sostenibile, del Green New Deal. Come famiglia politica, abbiamo la responsabilità di costruire una proposta che possa stabilizzare una maggioranza pro-europea che abbia voglia di cambiare l’Europa”, rendendola “più adeguata alle sfide della globalizzazione di oggi, al cambiamento climatico e a quello che ci chiedono i cittadini”. Benifei stigmatizza con forza l’idea di “una maggioranza traballante che cerca la sponda da chi sulle mancanze dell’Europa costruisce il consenso e dunque non agirà mai per rendere l’Europa più utile ai cittadini”.

Sull’audizione del commissario francese Thierry Breton, Benifei rivela che in quanto Socialisti e Democratici “abbiamo deciso di sostenere il candidato in quanto ha saputo dare risposte convincenti sia su i temi relativi ai suoi interessi sia sulle sue materie. Certamente non è un socialdemocratico – aggiunge – una persona di sinistra, ma sappiamo che dobbiamo valutare la Commissione e i commissari in base alla loro adeguatezza e alla loro preparazione sui dossier che dovranno andare ad affrontare e anche la capacità di entrare nel merito rispetto alle prossime sfide fondamentali”. L’eurodeputato dem ritiene invece giusto che siano stati richiesti ulteriori chiarimenti al designato commissario ungherese Olivér Várhely perché “vogliamo essere certi che nessun commissario svolga la sua funzione rompendo con i principi fondamentali dell’Unione”.