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Molta confusione e nessun pericolo. Sul fondo

Molta confusione e nessun pericolo. Sul fondo "Salva stati" il governo replica alle critiche di Lega e M5S

Gualtieri: "le condizioni per l'accesso ai prestiti non cambiano e non c'è alcuna automatismo per la ristrutturazione del debito

Roma – “Le regole sono rimaste identiche a quelle già in vigore. La valutazione sulla sostenibilità del debito è sempre esistita sin dalla creazione del MES e non implica una ristrutturazione automatica del debito. Non ci sono in tal senso cambiamenti sostanziali. Il dibattito di questi giorni su questo argomento è senza senso”. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri mette un punto fermo sulla polemica scoppiata intorno alla riforma del cosiddetto fondo “salva Stati innescata dall’opposizione e da una parte della maggioranza. Lo fa con un comunicato che spiega lo stato della trattativa, che in qualche modo precede l’audizione fissata per mercoledì prossimo in Senato. Una disponibilità già annunciata ai primi di novembre e nel pieno rispetto dell’impegno del governo preso nel mese di giugno di tenere informato il Parlamento sul lavoro portato avanti dall’Eurogruppo. Un testo dovrebbe vedere la sua conclusione a dicembre e in seguito essere portato all’esame del Consiglio Europeo.

Il fuoco dello scontro è partito da Matteo Salvini e Giorgia Meloni e la polemica  è stata cavalcata dentro la maggioranza dal Movimento 5 Stelle e Luigi di Maio. Dall’opposizione i due leader avevano gridato “all’alto tradimento di Conte”, che avrebbe firmato “un accordo segreto e notturno danneggiando i risparmiatori italiani”. Il ministro degli Esteri, che era in maggioranza a giugno e lo è ancora oggi, adesso dice “no a una riforma che stritola l’Italia”.

Il bersaglio di una polemica lanciata a freddo che infuria da due giorni è il presidente del Consiglio Conte,  con cui Salvini ha ingaggiato uno scontro durissimo su un via libera del governo alla riforma mai avvenuto. “Bugiardo o smemorato” attacca il leader del Carroccio, il suo è “sovranismo da operetta” gli ha replicato il premier ma a nulla sono servite le smentite anche dell’ex ministro Giovanni Tria che a giugno era in carica con il precedente governo. “Non c’è stata nessuna firma, tanto meno segreta, si tratta di una polemica a dir poco pretestuosa e tutto è verificabile nel testo disponibile sul sito della Commissione europea”.  Come conferma anche Gualtieri “l’Italia non corre rischi” dalla riforma ed i ogni caso la decsione finale deve essere ancora presa e i Parlamenti dei paesi membri sono sovrani nella ratifica della nuova versione del Meccanismo Europeo di Stabilità.

Nella precisazione del ministero dell’Economia viene ricordato che l’Italia ha chiesto e ottenuto che la riforma fosse accompagnata da un pacchetto più ampio che comprendesse un accordo sullo Strumento di Bilancio per la Competitività e la Convergenza (il primo embrione di un bilancio dell’area euro) e una roadmap per il completamento dell’Unione bancaria.

Dal canto suo la Commissione europea è stata sollevata dai governi nazionali ad occuparsi della vicenda del futuro MES. A confermarlo stamani il vicepresidente Valdis Dombrovskis, che interpellato a proposito ha spiegato che da parte della Commissione “siamo disposti ad essere dei facilitatori per arrivare a un accordo equilibrato”, ma nulla di più.