- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 9 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Meno di 8 miliardi per averne 1.000 in dieci anni, come l’UE finanzia il suo ‘Green Deal’

    Meno di 8 miliardi per averne 1.000 in dieci anni, come l’UE finanzia il suo ‘Green Deal’

    Svelato il meccanismo per sostenere la transizione sostenibile del modello produttivo europeo. Pochi soldi e tante incognite. Soddisfatti, con qualche prudenza, PD e M5S

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Gennaio 2020
    in Economia

    Bruxelles – La Commissione europea la presenta in pompa magna, come è giusto che sia. Ursula von der Leyen e il suo esecutivo comunitario hanno costruito la loro fortuna sulla promessa di una rivoluzione sostenibile, e sul Green Deal – questo il nome della strategia per la riconversione del sistema economico-produttivo – si giocano la legislatura europea. Ma risorse non ve ne sono. Sul piatto ci sono 7,5 miliardi di euro di nuove risorse, che oltretutto dovranno arrivare dal prossimo bilancio pluriennale (MFF 2021-2027) ancora tutto da negoziare.

    Ecco che i 100 miliardi di euro l’anno promessi attraverso il fondo per la transizione (JTF, Just Transition Fund) sono una scommessa. Si dovranno reperire sul mercato, attraverso garanzie che inducano investitori pubblici e privati a far parte della partita. L’effetto leva è il meccanismo principale del finanziamento delle politiche di sostenibilità, come è stato per il piano Juncker per gli investimenti.

    Tanti numeri, nessun euro vero
    I documenti della Commissione sciorinano numeri sulla base aspettative. Nei prossimi dieci anni si vuole destinare un trilione, o 1.000 miliardi, se preferite, per riconvertire il sistema produttivo. Industrie inquinanti, impianti che emettono troppa CO2, settore minerario di carbone e lignite. I mille miliardi arriveranno dal prossimo bilancio settennale (480 miliardi), co-finanziamento nazionale (115 miliardi), investimenti dal settore privato e pubblico attraverso programma InvestEU (280 miliardi) e Just Transition Fund (100 miliardi). Niente di tutto questo al momento c’è.

    Quanto ai 100 miliardi di euro del JTF, attraverso i 7,5 miliardi di euro che arriveranno si mobiliteranno tra i 30 e i 50 miliardi di euro per la riqualifica professionale. Altri 45 miliardi di euro si presume di reperirli attraverso InvestEU, il programma per il sostegno agli investimenti. Ma, e qui le Regioni avranno certamente qualcosa da dire, è previsto che chiunque possa essere finanziato. Saranno gli Stati membri a dover indicare a Bruxelles a chi indicare i soldi, e le Regioni dovranno attivarsi.

    La transizione integrativa alla coesione
    Gli enti locali possono stare tranquilli. “Le risorse del Fondo per la transizione dovrebbero integrare le risorse disponibili nell’ambito della politica di coesione”, si legge nella proposta della Commissione. Dunque nessun prelievo ‘forzoso’ ai fondi di coesione. Però si vuole evitare anche il doppio finanziamento di uno stesso progetto, e quindi si chiarisce che “al fine di garantire il continuo impatto della politica di coesione in quanto tale, nessuno Stato membro dovrebbe fornire oltre il 20% del proprio Fondo per lo sviluppo rurale (FESR) iniziale e della sua dotazione FSE iniziale come sostegno complementare trasferito al Fondo di transizione”.

    Niente sconti sui conti pubblici
    “Il Green deal non riguarda solo soldi, è una questione di progetti”, scandisce Paolo Gentiloni, commissario per l’Economia. “Abbiamo bisogno di tanti progetti per realizzare il nostro piano”. Ma attenzione, non ci saranno sconti. I finanziamenti avverranno “nel rispetto delle regole UE sui conti”, e dunque “preservando le salvaguardie contro i rischi per la sostenibilità del debito”. Vuol dire che la richiesta italiana di togliere dal computo di deficit e debito le spese di riconversione non è accolta. Si rivedranno, “e possibilmente” si modificheranno, le regole sugli aiuti di Stato. Ciò dovrebbe permettere ai governi centrali più libertà di spesa.

    Via libera all’Ilva
    Una buona notizia all’Italia la dà Gentiloni, che conferma una volta di più la possibilità di poter ricorrere alla nuova strategia dell’UE per trovare una quadra nell’intricato problema dell’Ilva. “Il meccanismo potrebbe essere utilizzato anche per l’Ilva”, ammette. Spiega che la Commissione intende convertire chi troppo inquina, e non c’è dubbio che il polo siderurgico di Taranto sia uno di questi casi. “Ma conosciamo l’Ilva, il meccanismo non risolverebbe l’intero problema”.

    La proposta della Commissione è, per ora, ben accolta dagli europarlamentari italiani. Secondo Rosa D’Amato, M5S,  “il Just Transition Fund va nella giusta direzione perché potremo finalmente bonificare i siti industriali che producono acciaio e non solo il carbone, così come proposto da noi”. Ma, ammonisce la parlamentare pugliese,  “non esiste inquinamento di serie A e inquinamento di serie B. Nell’ex Ilva di Taranto la transizione ecologica non è più rinviabile avendo come priorità la salvaguardia della salute dei cittadini. Non sarà una giusta transizione, ma l’ennesima beffa, se modernizzare gli impianti vorrà dire usare il gas, fonte fossile e climalterante e soprattutto senza una valutazione dell’impatto sanitario”.

    “È con grande soddisfazione che accogliamo la proposta della Commissione europea – dice la parlamentare del PD Patrizia Toia -. L’esecutivo comunitario ha accolto pienamente la nostra richiesta di non limitare l’uso del Fondo di Transizione alle regioni carbonifere, principalmente in Polonia e Germania, ma di allargare i criteri di accesso alle aziende inquinanti come l’Ilva e alle Pmi. Così da garantire che la transazione verso la neutralità climatica del continente sia giusta per lavoratori, territori e regioni e non solo per alcuni di essi”. Non si prende il merito, come PD, Toia, e spiega che “bisogna dire che, questa è una vittoria del sistema-Italia nella usa interezza”, pur sottolineando che  “il Green New Deal è competenza del primo vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, il candidato dei Socialisti e Democratici, e quindi anche del PD, alla presidenza della Commissione nelle elezioni europee di maggio”.

    Tags: fondi uefondo transizionegreen dealIlvaindustriaPaolo Gentilonipatrizia toiaRosa D'Amatosostenibilitàtransizione sostenibileue

    Ti potrebbe piacere anche

    [Foto: IPA Agency]
    Politica

    Sviluppo sostenibile e Agenda 2030, l’UE non può permettersi di rallentare

    8 Maggio 2026
    Fonte: Imagoeconomia
    Green Economy

    Le emissioni dell’aviazione tornano a crescere in Europa: sotto accusa le compagnie low cost

    8 Maggio 2026
    Foto di Artem Beliaikin su Unsplash
    Cronaca

    Stop ai fondi UE a ONG critiche verso l’allevamento: l’invito dell’Europarlamento alla Commissione

    8 Maggio 2026
    Aumenti gas e caro energia [foto: imagoeconomica]
    Energia

    Costo di gas ed elettricità in calo per imprese e servizi nella seconda metà del 2025

    8 Maggio 2026
    1000 days of Russian-Ukrainian conflict, demonstration of Ukrainian citizens living in Italy in Piazza Cordusio Milan against the war and against Vladimir Putin. Source: Luca Ponti/Ipa agency / IPA
    Diritti

    Calano a 4,33 milioni gli sfollati ucraini sotto protezione temporanea nell’UE a marzo

    8 Maggio 2026
    Foto di Vitor Paladini su Unsplash
    Mobilità e logistica

    L’UE: “Caro-carburanti non giustifica l’aumento dei prezzi dei biglietti aerei”

    8 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Un momento della cerimonia di oggi in Campidoglio

    I giovani raccontano il futuro dell’Europa: premiati i vincitori di “Dream for Europe”

    di Giorgio Dell'Omodarme
    8 Maggio 2026

    Nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolta la cerimonia di premiazione del Contest fotografico promosso da Fondazione Articolo...

    Festa dell’Europa. Premiati i migliori elaborati fotografici per il contest “Dream for Europe”

    di Redazione eunewsit
    8 Maggio 2026

    Pace, conoscenza e impegno: i “sogni” dei ragazzi per l’Europa. In collaborazione con il Parlamento europeo prosegue l’impegno di Fondazione Articolo...

    [Foto: IPA Agency]

    Sviluppo sostenibile e Agenda 2030, l’UE non può permettersi di rallentare

    di Valeria Schröter
    8 Maggio 2026

    A Bruxelles il Festival promosso da ASviS per muovere istituzioni, imprese e società civile attorno a una visione condivisa dello...

    Fonte: Imagoeconomia

    Le emissioni dell’aviazione tornano a crescere in Europa: sotto accusa le compagnie low cost

    di Annachiara Magenta annacmag
    8 Maggio 2026

    Dall'analisi di Transport & Environment emerge che il Vecchio Continente è l’unica tra le prime tre regioni mondiali ad aver...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione