- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 18 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » O si fa l’Europa o si muore

    O si fa l’Europa o si muore

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    20 Marzo 2020
    in Editoriali

    Qui o si fa l’Europa o si muore. C’è poco da dire, in questi giorni, entro una settimana, o si completa la svolta europea sull’economia o ci sarà poco da raccontarci dopo. Una settimana non per modo di dire: al massimo giovedì prossimo si dovrà tenere un nuovo Consiglio europeo in teleconferenza che dovrà sbloccare alcune partite fondamentali, senza le quali tutta l’Unione avrà un contraccolpo all’emergenza Coronavirus che potrebbe ucciderla, se non nei fatti, ma di certo nella sostanza.

    Mentre la Commissione europea fa tutto quel che è umanamente possibile per coordinare gli sforzi degli Stati al fine di contenere i contagi, perché i presidi medici di protezione siano disponibili, perché gli ospedali abbiano ciò di cui necessitano per curare il malati, la partita dell’economia ha già visto segnare punti fondamentali, che però necessitano di essere completati, perché così non basta.

    Servono soldi, tanti soldi, e servono progetti per trovarli. Fino ad oggi quelli che la Commissione ha trovato e ha iniziato a spendere e far spendere erano quelli già destinati ad altri scopi, ora ritenuti meno urgenti e dunque de-finanziati. Ma i soldi della Commissione non bastano, non sarebbero bastati mai e non lo sono ora, nell’ultimo anno del suo esercizio finanziario settennale, quando oramai poco è rimasto nel sacco. Il prossimo Quadro finanziario pluriennale è ben lontano dal trovare il consenso degli Stati, che fino a dieci giorni fa si accapigliavano su dei principi attorno a somme ridicole come 30-40 miliardi divisi tra ventisette nel corso di sette anni.

    Ora dalla Banca centrale europea che rilancia il cosiddetto bazooka del Quantitative easing, aprendolo anche ai titoli privati, ne sono arrivati 80 al mese di miliardi, per i prossimi nove mesi e la presidente Christine Lagarde ha già detto che questo è solo l’inizio, che la banca è pronta a fare “tutto” per salvare le economie dell’euro.

    E qui ora tocca agli Stati, ai governi, perché la Commissione, lo abbiamo scritto ieri probabilmente per primi, nelle prossime ore proporrà ai governi di sospendere il Patto di Stabilità. Dopo 15 anni di sacralità totemica (anche nel senso di immobile), si accantona uno degli strumenti più contestati da una parte degli europei e più amati da un’altra. Che probabilmente ha fatto del bene, in generale, ma anche molto male in particolare a Paesi come la Grecia e l’Italia. Non vogliamo giudicare in questa sede, ma la sostanza è che per le spese legate al Coronavirus (che vuol dire qualsiasi cosa, dal sostegno ai baracchini di gelati a quello all’alta moda, ai produttori di prosciutti, alla sanità militare, alla sanità pubblica, e tutto ciò che dal virus è stato infettato nel sistema economico) sono libere, ogni Stato può decidere di comprare, pagare, finanziare ciò che crede senza dover poi rispondere del saldo generale di bilancio a nessuno. Questo però lo si potrà fare solo se i governi, tutti i governi dei Ventisette saranno d’accordo, e qualche Stato piccolo ma più infettato da ideologie economiche completamente indifferenti alla realtà sociale, sarà portato a forza ad accettarlo. E andrà convinto, secondo noi, con qualsiasi mezzo, qualsiasi minaccia (ovviamente non con le armi) perché chi non capisce che in gioco o ci siamo tutti o non si salva nessuno, deve essere costretto alla resa politica. Non è più il momento dei “furbetti dei rebate”.

    Per fortuna su un’altra partita importante la Commissione ha potuto far da sola: è finita l’epoca degli aiuti di Stato illegali alle aziende. Qui i governi non avevano voce in capitolo e Ursula von der Leyen con la sua vice Margrethe Vestager hanno deciso che se un’azienda ha bisogno di aiuto in questa fase a prendersi la responsabilità della concorrenza sono i governi.

    C’è un altro membro della Commissione che sta lavorando intensamente su una difficile partita. Cerca di farlo il più possibile lontano dai riflettori, è questione che richiede discrezione sapienza diplomatica, oltre che determinazione. E’ Paolo Gentiloni che con il collega Valdis Dombrovskis e al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, Lagarde e qualche altissimo funzionario sta cercando di stampare i “corona bond”. Da lì potrebbe arrivare un altro fiume di soldi per i Paesi dell’Unione, ed Emmanuel Macron e Giuseppe Conte stanno spingendo più che possono per arrivarci.

    L’unità, forse un po’ forzata da Lagarde per partire con questo nuovo QE si potrà ritrovare tra gli Stati anche per questo progetto? Sono anni che si parla di Bond europei, ed anni che non si fanno passi avanti perché quelli che si definiscono “virtuosi” (adesso “frugali”) non si fidano degli altri governi, temono di dover pagare per “le pizze e le bevute” che un ex presidente dell’Eurogruppo (olandese) diceva essere le principali occupazioni degli italiani. Questa volta non si parla di occupazioni ma di preoccupazioni, che una volta tanto sono comuni a tutti: le aziende italiane che producono componentistica si fermano, perché si fermano anche le industrie tedesche che producono auto, e lo stesso vale per il latte olandese e mille altre cose che in questa economia integrata e interdipendente, per la quale anche uno stuzzicadenti per arrivare alla sua forma finale varca almeno un paio di confini, mettono tutti sulla stessa barca.

    Tags: bcecorona bondcoronaviruseuropaolandaunione europea

    Ti potrebbe piacere anche

    Economia

    L’Eurogruppo vuole un nuovo vicepresidente della BCE già la prossima settimana

    15 Gennaio 2026
    Economia

    “Politiche di bilancio restrittive nel 2027 e nel 2028”: la BCE prepara a manovre lacrime e sangue

    15 Gennaio 2026
    Il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos [Bruxelles, 15 gennaio 2026]
    Politica

    De Guindos invoca più Europa: “Sostituire direttive con regolamenti porta efficienza”

    15 Gennaio 2026
    Luis de Guindos, vicepresidente della BCE [foto: Parlamento europeo]
    Economia

    De Guindos: “Preoccupazioni su credibilità di bilancio USA aumentano, rischi per area euro”

    14 Gennaio 2026
    Una nave cargo in arrivo al porto di Rotterdam [foto: AlfvanBeem/imagoeconomica]
    Economia

    La BCE: “Commercio globale resta debole”

    13 Gennaio 2026
    inflazione
    Economia

    BCE: “Inflazione alimentare trainata da pochi prodotti e dal clima estremo”

    12 Gennaio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    TikTok

    Tik Tok: nuovo meccanismo per limitare il social agli under 18

    di Enrico Pascarella
    16 Gennaio 2026

    Il social network implementa una procedura interna per controllare e sospendere i profili degli under 13. La pressione politica inizia...

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Approvato un emendamento al regolamento sul calcolo ad alte prestazioni per consentire un maggiore sviluppo tecnologico e industriale. Le norme...

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    La sessione plenaria del Parlamento europeo ha nell'accordo di libero scambio con i Paesi del sud America il piatto forte...

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Chiesto al Consiglio di autorizzare l'erogazione per Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna. Von der Leyen: "Fare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione