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    Home » Politica » Pieni poteri a Orbán contro il Coronavirus, ma si temono altri danni alla democrazia in Ungheria

    Pieni poteri a Orbán contro il Coronavirus, ma si temono altri danni alla democrazia in Ungheria

    Il Parlamento di Budapest dà pieni poteri al primo ministro ungherese, che potrà legiferare tramite decreto. Salvini: "Saluto con rispetto la libera scelta del Parlamento". Fiano: "Gravissima deriva dei poteri assoluti"

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    30 Marzo 2020
    in Politica
    Il primo ministro ungherese Viktor Orbán

    Il primo ministro ungherese Viktor Orbán

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    Bruxelles – Viktor Orbán è riuscito nel suo intento, usare il pretesto dell’emergenza Coronavirus per estendere a oltranza i poteri dell’esecutivo. Il Parlamento di Budapest ha approvato oggi (137 voti favorevoli, 53 contrari e 9 astenuti) un disegno di legge che conferisce pieni poteri a tempo indeterminato al primo ministro ungherese per far fronte alla diffusione della pandemia nel paese, che registra ad oggi 447 contagi e 15 morti.

    Un dato che se confrontato con la media europea dei contagi è di fatto ridotto e non giustifica, secondo gli oppositori di Fidesz, il partito di Orbán, la richiesta di un rafforzamento dei poteri dell’esecutivo a oltranza. Il provvedimento ha esteso a tempo indeterminato lo stato di emergenza diramato dal governo lo scorso 11 marzo a causa della pandemia. L’estensione dei poteri esecutivi è giustificata proprio in ragione di questo “stato di emergenza” in cui riversa il Paese, con possibilità di sospendere l’applicazione di alcune leggi e adottare misure straordinarie per garantire la stabilizzazione della salute e dell’economia in Ungheria. Per farlo, Orbán potrà legiferare tramite decreto, senza dover consultare il Parlamento e sarà lui a decidere quando questa condizione di emergenza si potrà considerare superata.

    Timori anche per la libertà di stampa, dal momento che sono previste pene fino a cinque anni di incarcerazione per chi diffonde notizie false sull’epidemia (aprendo un fronte di discrezionalità molto ampio per il governo), e fino a otto per chi non rispetta la quarantena. Le preoccupazioni di molti, in Ungheria ma non solo, riguardando soprattutto il fatto che Orbán possa usare i poteri per limitare le libertà individuali dei singoli, minare lo stato di diritto e costruire un potere esecutivo fuori controllo, mentre l’Unione europea resta inerme a lasciarlo fare.

    Prudente, quasi al limita della irresponsabilità, la risposta della Commissione europea. Il titolare della Giustizia, Didier Reynders in un tweet scrive che “stiamo valutando le misure prese dagli Stati membri circa i diritti fondamentali. In particolare per la legge votata oggi in Ungheria”.

    https://twitter.com/dreynders/status/1244645841039654912?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1244645841039654912&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Festeri%2F2020%2F03%2F30%2Fnews%2Fungheria_parlamento_pieni_poteri_premier_orban-252701612%2F

    Molto soddisfatto è invece il leader della Lega Matteo Salvini, che dice: “Saluto con rispetto la libera scelta del Parlamento ungherese, eletto democraticamente dai cittadini. Buon lavoro all’amico Victor Orban e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria in questi momenti difficili per tutti”.

    Di tutt’altro avviso il deputato e responsabile esteri della segreteria Pd Emanuele Fiano, secondo il quale “non si può tacere se un paese membro dell’Unione cede alla gravissima deriva dei poteri assoluti al Premier. Le istituzioni ungheresi con la loro decisione, riportano l’Europa indietro di 80 anni. L’Europa non taccia di fronte a questa decisione che mina principi che sono le fondamenta della comunità europea“.

    “Assistiamo ad un nuovo attacco alla democrazia da parte di Viktor Orban che sfrutta la pandemia per approvare una legge sul Corona virus e causare così una svolta autoritaria nel cuore dell’Europa”, dichiara l’europarlamentare e leader di Azione Carlo Calenda. Più volte -prosegue l’ex ministro – il Parlamento Europeo ha chiesto che venissero presi provvedimenti per grave violazione dell’articolo 7 del Trattato sull’Ue, ma questa è una misura senza precedenti che necessita l’intervento tempestivo e determinato del Consiglio dell’Unione europea per sospendere l’Ungheria da ogni potere decisionale in Europa e dall’accesso a qualsiasi tipo di finanziamento. Nessuna emergenza giustifica l’alienazione dei principi di libertà e democrazia”.

    Forza Italia è invece con Orban. “I Parlamenti sono sempre sovrani. Servivano norme comuni europee. La responsabilità più grande è dei paesi membri, questa strategia è distruttiva. Per superare le emergenze serve unità e leader capaci”. Ha dichiarato a Radio Radicale il Vicepresidente del Partito popolare europeo Antonio Tajani. “Il Partito Popolare Europeo si esprimerà su quello che ha deciso Viktor Orban, il suo partito è sospeso – ricorda l’ex presidente del Parlamento europeo -, per verificare la coerenza politica in relazione ai nostri valori costitutivi. La situazione rimane un problema interno all’Ungheria, la risposta  non può che essere legata alle mancanze europee. Il problema è più grande, si sta giocando il futuro dell’Europa”.

    Il presidente della Commissione Affari europei della Camera, Sergio Battelli, del M5S, invece attacca con decisione: “Mentre l’Europa tentenna, l’Ungheria viaggia verso la dittatura con la scusa del Coronavirus.  L’Ue sanzioni pesantemente chi abolisce la democrazia e salvi se stessa: i diritti fondamentali non possono venir meno”.

    Tags: ampi poteriantonio tajanibudapestCarlo CalendacoronavirusDidier ReyndersEmanuele Fianomatteo salviniSergio Battellistato di emergenzaungheriaviktor orban

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