Bruxelles – Nonostante le crescenti tensioni in Medio Oriente, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico in Unione europea appare, per il momento, garantita. Emerge – secondo quanto riportato da fonti UE – dalle riunioni di coordinamento sul gas e sul petrolio che si sono tenute questa mattina (4 marzo) e che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti di Italia, Ungheria, Spagna, Germania, Francia, Polonia, Belgio e dell’Agenzia internazionale dell’energia.
La Commissione Europea ha rassicurato sul fatto che le scorte di gas sono stabili al 30 per cento. Si tratta di un livello in linea con gli obiettivi, che consentirebbe di raggiungere il 90 per cento di riempimento prima dell’inverno, a patto di incrementare le importazioni durante la stagione estiva. La situazione attuale, secondo l’esecutivo europeo, non è paragonabile alla crisi del 2022/2023: l’Europa è oggi più diversificata, la domanda è calata del 15-17 per cento e gli Stati Uniti, che non risentono del conflitto, restano il principale fornitore di Gnl. Tuttavia, il quadro resta delicato. A preoccupare è la sospensione delle attività degli impianti di Gnl in Qatar e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, dove si registrano attacchi alle navi in transito. Proprio la durata del conflitto, i danni alle infrastrutture e l’evoluzione della situazione in quest’area determineranno l’impatto reale sui mercati europei.
La Commissione UE ha segnalato danni alle infrastrutture delle raffinerie in Arabia Saudita, che potrebbero influenzare la fornitura di prodotti petroliferi raffinati. Sebbene solo il 9 per cento del greggio UE passi per lo Stretto di Hormuz, la dipendenza si fa molto più marcata per quanto riguarda i prodotti finiti: il 40 per cento delle importazioni europee di diesel e carburante per aerei transita infatti per lo Stretto, così come il 15 per cento del consumo totale di carburante per aviazione.
Al momento, non è stata richiesta né adottata alcuna misura coordinata o individuale da parte degli Stati membri. Tuttavia, la preoccupazione per i prezzi è forte. “Gli ostacoli a breve termine relativi ai trasporti sono relativamente facili da gestire, ma se la situazione dovesse protrarsi nel tempo, potrebbero verificarsi rischi di approvvigionamento e prezzi più elevati”, ha avvertito un funzionario Ue. Mentre il gruppo di coordinamento sul gas ha fissato la prossima riunione per il 26 marzo, il gruppo sul petrolio potrebbe ritrovarsi già la prossima settimana. Non si esclude, vista l’evoluzione del conflitto, che possano essere convocate riunioni ad hoc anche prima delle date previste.


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